Al Teatro Martinitt 4 al 21 aprile è di scena il thriller con lo spettacolo 39 scalini, che si ispira alla pellicola girata nel 1935 dal maestro del brivido, Hitchcock.
A lungo protagonista a Broadway e a Londra, vincitore del Premio Cerami 2016 come Miglior Spettacolo, a Yaser Mohamed, ad Alessandro Di Somma, alla Miglior Scenografia e Migliori Costumi, 39 scalini è un classico dello spionaggio riadattato al teatro e raccontato con il linguaggio universale della gestualità e della mimica, solo apparentemente improvvisato. 
Una pièce alla Fregoli: solo 4 attori, abili trasformisti, per ben 40 personaggi. Un quartetto interpreta, anche contemporaneamente, buoni, cattivi, uomini, donne e persino oggetti inanimati. Un racconto serrato, incalzante e velocissimo, dalle pennellate noir con tutti gli ingredienti tipici di Hitchcock: l’umorismo graffiante, l’alta tensione e la suspense. Tra intrighi, gag, colpi di scena e citazioni cinematografiche.

Tratto dal giallo “Il Club dei 39” di Alfred Hitchcock del 1935 (a sua volta ispiratosi al romanzo di John Buchan del 1915), e riscritto per il teatro, il testo ha debuttato con straordinario successo a Londra nel 2006, ha calcato le scene internazionali e ha dominato ininterrottamente Broadway per 5 anni. Tra costumi, smorfie, gesti e sonorità il cast di quattro interpreti dà vita a un concitato viaggio di fantasia, dove non sono solo le persone ma anche gli oggetti a trasformarsi. Una sorta di meta-teatro, dove toni noir, performance circensi e comicità  mescolano in una spy story severa, eppure demenziale, tutta in corsa.

In occasione dello spettacolo al Teatro Martinitt è prevista un’intera rassegna ispirata al capolavoro del grande Hitchcock, con teatro, cinema, dibattiti, escape room a tema spionaggio e iniziative speciali.

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