Dal 27 novembre all’1 dicembre in Sala Bausch dell‘Elfo Puccini è in scena Acqua di Colonia di e con Elvira Frosini e Daniele Timpano. Uno spettacolo sul colonialismo italiano, un aspetto storico rimosso e negato da oltre sessanta anni.
Iniziato già nell’Ottocento, il colonialismo italiano nell’immaginario collettivo si riduce a un epoca marginale, vale a dire ai cinque anni dell’Impero Fascista. Un’acqua passata, un’acqua di colonia appunto. Ma cosa c’entra col presente? Frasi fatte, luoghi comuni, un’Africa tutta uguale, astratta e misteriosa come la si immaginava nell’Ottocento. E’ il mondo su cui si interrogano Frosini Timpano, un mondo in cui echeggiano nomi come Somalia, Libia, Eritrea, Etiopia. Nomi, non paesi reali, in cui gli africani stessi sono tutti uguali. Così come i profughi, i migranti di oggi anche loro sono astratti, immagini, corpi, identità la cui esistenza è irreale. Come un vecchio incubo che ritorna, incomprensibile, che piomba addosso come un macigno.

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