Il territorio Insubre da Milano fino ai confini della Svizzera è stato luogo di numerosi processi della Santa Inquisizione e di episodi di caccia alle streghe, sino dai primi anni del ‘500.
Stria è un monologo in cui la drammaturgia testuale si innesta in quella musicale presente in tutto lo spettacolo. Uno spettacolo in cui la contaminazione tra suono, musica e parola narrata si alterna in continui flash back. Una storia dai toni noir molto intensa dove si susseguono narrazioni, canzoni, improvvisazioni vocaliche e passaggi di danza contemporanea. Rusina è cresciuta in un ambiente intriso di sapienza naturale, tra pratiche di medicina arborea antica e superstizioni legate alla terra, tra erbari di sopravvivenza e feste campestri, in un mondo contadino intessuto di marginalità.
Cosima, un’amica d’infanzia di Rusina, viene violentata brutalmente e le donne decidono di vendicarsi utilizzando proprio l’innocenza di Rusina per attirare il colpevole.
Ma Rusina viene accusata di stregoneria dall’Inquisizione e immolata sul rogo.
Di sicuro interesse è la profonda ricerca sulla lingua in cui lo spettacolo viene proposto, all’uso dell’italiano forbito di matrice cinquecentesca si alterna una koinè di matrice Testoriana, tra i diversi dialetti del nord della Lombardia e l’italiano.

drammaturgia e interpretazione: Claudia Donadoni
musiche originali eseguite dal vivo: Giovanni Bataloni
costumi: Francesca Piotti
scenografia e disegno luci: Massimo Barili
coordinamento messa in scena: Sergio Stefini
supervisione progetto teatrale: Marco Baliani
consulenza storico-filosofica: Fabio Minazzi
consulenza lingua matris: Luisa Oprandi
voci delle donne: Enrica Ferrari, Cristina Riva, Tersina Bollini

Al Teatro Menotti dal 27 al 28 aprile

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