Debutta al Teatro Strehler dal 5 all’8 aprile, in prima nazionale, The Year of Cancer, dal romanzo di Hugo Claus, prima regia italiana di Luk Perceval.
Con questo spettacolo, interpretato da Maria Kraakman e Gijs Scholten van Aschat, la compagnia teatrale olandese Toneelgroep Amsterdam torna al Piccolo dove, nel maggio 2015, aveva già messo in scena il dittico, diretto da Ivo van Hove, Dopo la prova/Persona di Ingmar Bergman.
The Year of Cancer è uno dei libri preferiti di Luk Perceval: “Un racconto spietato sulla precarietà dell’amore, destinato, dopo il primo incanto, a trasformarsi rapidamente in disillusione insopportabile”.

“The year of cancer” è uno dei libri preferiti del regista Luk Perceval: “Un racconto spietato sulla precarietà dell’amore, destinato, dopo il primo incanto, a trasformarsi rapidamente in disillusione insopportabile”. La rappresentazione è una sequenza di scene tragicomiche e stranianti che hanno per protagonisti due amanti, incapaci di vivere insieme ma incapaci anche di separarsi, colti in una spirale di intimità e distacco, orgoglio e dedizione, vita e morte. Lei non è in grado di impegnarsi perché la consapevolezza del deterioramento del rapporto avvolge la sua vita come un velo. Lui non riesce a salvarla perché interpreta malamente le sue grida d’amore come un rifiuto. Mentre lui vorrebbe un futuro insieme, lei vive nel passato e porta come fardello le proprie relazioni precedenti. Il risultato è che entrambi falliscono nella ricerca di intimità e approdano al silenzio ma nessuno dei due ha la volontà di porre fine al rapporto. Una storia, sottolinea il regista, che rappresenta “l’indistinto confine tra delusione e realtà, amore come droga e illusione”.

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