Dopo Virgilio brucia, presentato al Piccolo nel gennaio 2016, il Teatro Studio torna a ospitare dall’ 11 al 15 aprile una produzione Anagoor, Socrate il sopravvissuto/come le foglie, una riflessione sulla scuola e la formazione delle coscienze attraverso il filtro della filosofia e della tragedia. La compagnia ha vinto il Leone d’Argento per il Teatro 2018 della Biennale di Venezia.

Sulle tracce del romanzo di Antonio Scurati “Il sopravvissuto”, la compagnia Anagoor, con Socrate il sopravvissuto, entra all’interno di una classe come tante dal punto di vista dell’educatore senza ricalcare la vicenda in un adattamento teatrale. Solo alcune tra le pagine più emblematiche del libro si intrecciano ad altre vicende, altre parole, altre dimensioni temporali: in questo caso gli ultimi momenti di vita di Socrate attorniato dai suoi discepoli prima della condanna a morte.

Tra le ore che precedono la morte di Socrate per ingiunzione della città, così come sono raccontate da Platone nel “Fedone”, e l’ora in cui lo studente Vitaliano Caccia massacra a colpi di pistola l’intera commissione di maturità, lasciando in vita il solo insegnante di storia e filosofia, si consuma tutta la battaglia al pensiero occidentale dalle sue origini ai suoi inevitabili e tragici esiti storici, come una vera e propria Gigantomachia.

Attraverso le analogie di queste due vicende si rinnovano due eterni interrogativi: la domanda di senso, ingombrante punto di domanda rivolto al maestro, e la questione stessa della posizione del maestro rispetto al sapere e ai discepoli.

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