Torna in scena al Teatro dell’Elfo dal 10 al 15 aprile Qualcuno volò sul nido del cuculo nell’allestimento diretto da Alessandro Gassmann prodotto dalla Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini. Reso celebre dall’omonimo film di Milos Forman, interpretato da Jack Nicholson e tratto dal romanzo di Ken kesey, è basato sull’adattamento scenico di Dan Wasserman ora rielaborato da Maurizio De Giovanni. Interpreti Daniele Russo e Elisabetta Valgoi, Mauro Marino, Giacomo Rosselli, Emanuele Maria Basso, Alfredo Angelici, Daniele Marino, Gilberto Gliozzi, Gaia Benassi, Davide Dolores, Antimo Casertano, Gabriele Granito. Qualcuno volò sul nido del cuculo è una storia fatta di country e baseball, di slang e memorie degli anni Cinquanta, di veterani e polverose province americane. Il famoso romanzo di Ken Kesey, reso celebre dell’omonimo film di Miloš Forman interpretato da Jack Nicholson, è messo in scena da Alessandro Gassmann sull’adattamento drammaturgico di Maurizio de Giovanni, ambientato nel 1982 nell’Ospedale psichiatrico di Aversa. Uno spettacolo appassionato, commovente e divertente.

«La malattia, la diversità, la coercizione, la privazione della libertà sono temi che da sempre mi coinvolgono e che amo portare in scena con i miei spettacoli. Temi tutti straordinariamente presenti nello spettacolo che mi accingo a mettere in scena.

Dario (il mio McMurphy) è un ribelle anticonformista che comprende subito la condizione alla quale sono sottoposti i suoi compagni di ospedale, creature vulnerabili, passive e inerti. Da quel momento si renderà paladino di una battaglia nei confronti di un sistema repressivo, ingiusto, dannoso e crudele, affrontando così anche un suo percorso interiore che si concluderà tragicamente ma riscatterà una vita fino ad allora sregolata e inconcludente. E, attraverso di lui, i pazienti riusciranno ad individuare qualcosa che continua ad esser loro negato: la speranza di essere compresi, di poter assumere il controllo della propria vita, la speranza di essere liberi.

Un testo che è una lezione d’impegno civile, uno spietato atto di accusa contro i metodi di costrizione e imposizione adottati all’interno dei manicomi ma anche, e soprattutto, una straordinaria metafora sul rapporto tra individuo e potere costituito, sui meccanismi repressivi della società, sul condizionamento dell’uomo da parte di altri uomini. Un grido di denuncia che scuote le coscienze e che fa riflettere».

Alessandro Gassmann

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