Dopo il successo internazionale dello scorso anno e la messa in scena in contemporanea in diverse capitali europee – Londra, Parigi, Budapest, Varsavia, Atene, Roma – giunge a Milano, al Teatro Carcano dal 3 al 13 maggio, “Che Disastro di Commedia“.

Scritto da Jonathan Sayer, Henry Shields e Henry Lewis per la compagnia Mischief Theatre, The play that goes wrong (Che disastro di commedia) venne messo per la prima volta in scena dal regista Mark Bell nel 2012 in un minuscolo teatro all’interno del pub londinese The Old Red Lion, con massimo 60 spettatori a sera e la scenografia costruita dagli attori stessi. Il successo fu tale da essere riallestito al Dutchess Theatre di Londra dove debuttò in prima mondiale nel 2014 e dove è tuttora in scena. Premiato agli Olivier Awards 2015 come miglior commedia dell’anno e vincitrice del Premio Molière 2016, è ormai un successo planetario, tradotto e licenziato in oltre 20 paesi e rappresentata, sempre per la regia di Bell, anche in Australia, Nuova Zelanda e negli Stati Uniti, a Broadway.

“Che Disastro di Commedia” racconta la storia di una compagnia teatrale amatoriale che, dopo aver ereditato inaspettatamente un’ingente somma di denaro, tenta di produrre un ambizioso spettacolo che ruota intorno a un misterioso omicidio perpetrato negli anni ’20 a Londra, nel West End.

Il racconto prende forma tra una scenografia che implode a poco a poco su sé stessa e attori goffi e strampalati che tentano, in un esilarante crescendo senza controllo, di parare i colpi degli innumerevoli tragicomici inconvenienti di cui sono vittime.

Paradossi e colpi di scena, attori che dimenticano le battute, porte che non si aprono, scene che crollano, oggetti che scompaiono e ricompaiono altrove, compongono uno spettacolo dai ritmi forsennati, in cui tutto è studiato nei minimi particolari per ottenere il massimo divertimento, grazie alla presenza sul palco di un cast di istrionici professionisti dai perfetti tempi comici.

Con Alessandro Marverti, Yaser Mohamed, Marco Zordan, Luca Basile,
Viviana Colais, Stefania Autuori, Valerio Di Benedetto
e la partecipazione di Gabriele Pignotta
Progetto artistico Gianluca Ramazzotti
Scene Nigel Hook riprese da Giulia De Mari – Costumi Roberto Surace ripresi da Francesca Brunoli
Musiche Rob Falconer – Disegno luci Marco Palmieri
Regia Mark Bell
Produzione AB Management e Opera Prima

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