domenica, Ottobre 25, 2020

“Endless”: una storia d’amore e di perdita che non convince

Il quarto film di Scott Speer ricade perfettamente nella categoria vista e rivista di due giovani innamorati separati tragicamente dalla morte. Prima di Endless c’è stato Resta anche domani, un dramma che esplora lo stesso concetto ma decisamente meglio, e dopo Endless ce ne saranno sicuramente altri perché Hollywood ama riciclare le formule vincenti. Per quanto riguarda la trama, Chris e Riley sono fidanzati e frequentano il loro ultimo anno di liceo. Dopo una festa i due hanno un incidente stradale in cui Chris perde la vita, ma rimane come intrappolato nel mondo dei vivi senza poter essere visto da nessuno. Per qualche strano motivo riesce però a contattare Riley, coinvolgendola in un sogno malato in cui riescono a vivere insieme anche dopo la sua morte.

La premessa è semplice, ma sviluppata abbastanza male fin dall’inizio: il film si fonda su pochi elementi ripetuti continuamente tanto da annoiare, ma allo stesso tempo lascia in sospeso questioni a malapena menzionate che ricompaiono alla fine senza un perché. I personaggi sono molto stereotipati e Chris e Riley ricalcano la coppia bad-boy e studentessa modello con un sogno nel cassetto perfettamente, rendendola quasi insopportabile.

Dunque il verdetto sembra pendere più su un giudizio negativo ma non è del tutto così: mentre da un lato il film incespica in momenti di magia e amore da film Disney che non fanno altro che imbarazzare lo spettatore, dall’altro mostra un lato poco visto su pellicole mirate ad un target adolescenziale, ovvero come fare fronte e superare la morte di una persona amata. Per tutta la durata del film vediamo Riley lottare contro sé stessa, contro la morte di Chris, reagendo in modo irrazionale a volte e tremendamente vivo in altre. Il merito va tutto alla performance della bravissima Alexandra Shipp che risulta chiaramente superiore a quella della sua controparte maschile, l’australiano Nicholas Hamilton. In questo il film si riscatta almeno in parte e coinvolge il pubblico in modo più interessante. Nel complesso il film si regge in piedi, ma senza di certo spiccare come capolavoro, nemmeno nel settore drammatico-sentimentale per teenager in cui dovrebbe prosperare.

Recensione a cura di Gemma Ceccarelli

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