Tra i più rilevanti premi del panorama teatrale italiano, il Premio Hystrio si articola in differenti sezioni che valorizzano diversi ambiti e  talenti della scena, dalla regia all’interpretazione, dalla drammaturgia alla progettualità, dalle compagnie emergenti a quelle che valorizzano il linguaggio del corpo. Ecco i vincitori di questa edizione:

Premio Hystrio alla regia a Massimiliano Civica:

Reatino, classe 1974, dopo una Laurea in Storia del Teatro all’Università La Sapienza, si diploma in Regia presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico e poi approfondisce il suo percorso artistico seguendo i seminari di Eugenio Barba presso l’Odin Teatret e collaborando con Emanuele Luzzati e Tonino Conte presso il Teatro della Tosse di Genova. Nel 2007 vince il Premio Hystrio-Associazione Nazionale Critici Teatrali e il Premio Lo Straniero (assegnato dall’omonima rivista diretta da Goffredo Fofi) per l’insieme della sua attività teatrale. Sempre nel 2007, diventa Direttore Artistico del Teatro della Tosse di Genova, dando vita al progetto triennale Facciamo Insieme Teatro, che vince il Premio ETI Nuove Creatività. I suoi spettacoli ricevono numerosi riconoscimenti, in particolare 3 Premi UBU per le regie di Il Mercante di Venezia di Shakespeare (2008), prodotto dalla Fondazione Teatro Due di Parma, Alcesti di Euripide (2012), prodotto da AttoDue e dalla Fondazione Pontedera Teatro, Un quaderno per l’inverno di Armando Pirozzi (2017), prodotto dal Teatro Metastasio di Prato. Dal 2013 tiene il corso di alta specializzazione in recitazione presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’amico di Roma.

Premio Hystrio all’interpretazione a Massimiliano Speziani

Massimiliano Speziani

Diplomato alla Civica Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano nel 1988, lavora come attore con – tra gli altri – Giancarlo Cobelli, Luca Ronconi, Massimo Castri. Compare poi, a partire dal ’94, negli spettacoli realizzati dalla Compagnia Katzenmacher, diretta da Alfonso Santagata, tra cui Terra sventrata, Polveri, Ubu U’Pazzo e Petito strenge per il quale nel 1997 vince il premio Ubu per l’interpretazione come attore non protagonista. Nel 2002 collabora con la compagnia Lombardi-Tiezzi per Amleto, In fondo a destra – I danni del tabacco, Antigone di Sofocle, Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini. È del 2001 il sodalizio con il drammaturgo milanese Renato Gabrielli e la collaborazione in Vendutissimi (2002), Cesso dentro (2005), Salviamo i bambini (2006), Happy Family (2007), Tre, una storia d’amore (2008), Questi amati orrori (2010), Il tiglio (2010), Il memorioso (2011), La donna che legge (2015). Ha lavorato con Carmelo Rifici in Nathan il Saggio di Lessing (2011) e in Giulio Cesare di Shakespeare (2012). Nelle ultime stagioni ha lavorato con Antonio Latella, ne Il Servitore di due padroni e nel ruolo di Geppetto nel Pinocchio (2015), e ha curato la regie di Volo 903, il viaggio di un atleta di Maddalena Mazzocut-Mis e di Al muro, il corpo in guerra di Renata M. Molinari (2014).

Premio Hystrio alla drammaturgia a Davide Carnevali

Davide Carnevali foto - credits Pino Montisci

Artista residente per il triennio 2018-2020 presso ERT Teatro Nazionale, come autore si forma con Laura Curino in Italia e con Carles Batlle presso la Sala Beckett di Barcellona; amplia i suoi studi in Spagna e Germania assistendo ai seminari di Martin Crimp, Biljana Srbljanović, José Sanchis Sinisterra, Hans-Thies Lehmann, John von Düffel, Simon Stephens, Martin Heckmanns. Tra le sue drammaturgie ricordiamo Variazioni sul modello di Kraepelin, con cui si è aggiudicato nel 2009 il premio Theatertext als Hörspiel al Theatertreffen Stückemarkt di Berlino, Come fu che in Italia scoppiò la rivoluzione ma nessuno se ne accorse, il dittico Sweet Home Europa e Goodbye Europa. Lost Words. Ha vinto il Premio Riccione per il Teatro con Ritratto di donna araba che guarda il mare. Nella stagione 2017/2018 ha per la prima volta curato l’allestimento dei suoi testi, portando in scena Maleducazione transiberiana al Teatro Franco Parenti di Milano e Ein Porträt des Künstlers als Toter alla Münchner Biennale e alla Staatsoper Unter den Linden di Berlino. Insegna drammaturgia e teoria del teatro presso la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, presso 17 Instituto de Estudios Críticos di Città del Messico, presso l’Institut del Teatre de Barcelona e presso la Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro di Modena.

Premio Hystrio-Altre Muse a Zona K

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ZONA K nasce a Milano nel 2011 come centro dedicato allo scambio tra diverse discipline artistiche e culture, con uno sguardo privilegiato alle forme di coinvolgimento diretto dello spettatore e alla realizzazione di focus tematici che sappiano osservare la complessità della società attuale attraverso la lente della performance e dell’incontro con gli artisti. Lo sguardo internazionale di Zona K prende le mosse dal mondo balcanico con Oliver Frljić e Mala Kline, prosegue poi con la Germania grazie a Remote Milano dei Rimini Protokoll, prima vera co-produzione che permette a ZONA K di imporsi nel panorama milanese prima e italiano poi, come un centro capace di cogliere le novità, spesso relegate nei festival, e di portarle con coraggio e “agilità organizzativa” in stagione. L’attenzione al mondo internazionale prosegue anche l’anno successivo con un focus dedicato alla Svizzera e l’ospitalita di Please Continue, Hamlet di Yan Duyvendak, nel 2016 arrivano  artisti catalani del calibro di Roger Bernat con Domini Public, Agrupacion Señor Serrano con Birdie e Katastrophe e poi Milo Rau con Five Easy Pieces, Willi Dorner con Bodies in Urban Spaces, i Gob Squad con Revolution Now, gli NO99 con Ash and Money e El Conde de Torrefiel. La stagione 2018, dedicata al tema del potere, ha ospitato un nuovo lavoro di Roger Bernat, Pendiente de voto. Capace di creare collaborazioni con numerose realtà culturali milanesi, dal 2014 Zona K cura e coordina il Festival KULT, dedicato alla diffusione e valorizzazione della cultura partecipata.

Premio Hystrio-Iceberg a Compagnia Òyes

io non sono un gabbiano 65 Foto Luca Meola

Òyes nasce nel 2010 attorno allo spettacolo Effetto Lucifero con cui vince il premio Giovani Realtà del Teatro ed è finalista al Premio Riccione Tondelli 2011. Il Teatro Filodrammatici ospita i primi lavori della compagnia tra cui Assenti per sempre, Luminescienz e Va Tutto Bene. Il Preferito debutta al Teatro Litta in occasione del Festival Hors. Con gli spettacoli Vania e Io non sono un gabbiano Òyes rilegge Cechov confrontandosi con due capolavori dell’autore russo e ricevendo diversi riconoscimenti. Vania è anche finalista a Inbox 2017. Òyes partecipa ad importanti festival nazionali come Primavera dei Teatri e Trasparenze. Per due anni consecutivi ottiene il sostegno di Agis e Regione Lombardia grazie al bando Next-laboratorio delle idee, che permette alla compagnia di circuitare in importanti teatri su tutto il territorio nazionale e di essere inserita nelle stagioni del Teatro Stabile del Veneto e del Piccolo Teatro di Milano. Con il progetto T.R.E. si aggiudica il bando F-under 35 per le imprese culturali. L’ultima produzione Schianto, finalista al premio Forever Young de La Corte Ospitale,  debutterà in anteprima al Festival InEquilibrio di Armunia. Nel 2018 Òyes vince il Premio Hystrio Iceberg come migliore compagnia emergente.

Premio Hystrio-Corpo a Corpo a Fattoria Vittadini

Fattoria Vittadini_MyTrueSelf.revisited_ph_Antonella LodedoFattoria Vittadini nasce a Milano nel 2009 da undici allievi appena diplomati all’Atelier di Teatro-Danza della Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi che decidono di proporre una pratica artistica ‘democratica’, seguendo una formazione continua, una ricerca collettiva e individuale e una contaminazione con altri artisti tra cui Ariella Vidach, Lucinda Childs, Yasmeen Godder, Virgilio Sieni e Alessandro Certini, Maya Weinberg, Matan Zamir e Nicola Mascia / matanicola, Giulio D’Anna, Maya Carrol, Daniel Abreu. Dopo una residenza triennale presso il Teatro Ringhiera di Milano, Fattoria Vittadini diventa partner di RIC.CI – Reconstruction Italian Choreography 1980-1990, progetto di recupero della coreografia contemporanea italiana degli anni ’80-’90 ideato da Marinella Guatterini all’interno del quale lavora a Duetto di Virgilio Sieni e Alessandro Certini e Calore di Enzo Cosimi. Nel 2012 inizia la collaborazione con il duo berlinese matanicola (Nicola Mascia e Matan Zamir) che porta alla realizzazione dello spettacolo To this purpose only. L’anno successivo Giulio D’Anna realizza per loro O O O O O O O (IT) in coproduzione con Versiliadanza. Nel 2015 la coreografa Maya Matilde Carroll firma la produzione Unraveled Heroes che debutta al Festival MilanOltre, importante riferimento negli anni per la compagnia, mentre nel 2016 il coreografo spagnolo Daniel Abreu, firma lo spettacolo Odio nell’ambito del bando internazionale C4C. Nel 2017 Fattoria Vittadini dà vita alla rassegna It’s a little bit messy e nel marzo 2018 organizza la I edizione del Festival del Silenzio con focus sulle Lingue dei Segni e sulla cultura segnante ottenendo la Medaglia del Presidente della Repubblica.

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