di Maria Lucia Tangorra

Torna per la settima volta l’appuntamento con A Summer Musical Festival, organizzato dalla Bernstein School of Musical Theater, diretta da Shawna Farrell. Durante la presentazione, svoltasi il 6 maggio presso la scuola, si è respirato un grande entusiasmo da parte dei ragazzi nella prova col palcoscenico. Per l’edizione del 2019 sono previsti, da maggio a giugno, tre titoli degni di nota: Spring Awakening, Chicago e Il bacio della donna ragno. A legarli tra loro e con la nostra stretta attualità è la valenza politica e sociale; ma anche una «parola davvero forte: prigione. Si passa da quella mentale e culturale se si pensa alle convenzioni dei ragazzi nel primo caso alla prigione femminile in Chicago e infine maschile nel romanzo di Manuel Puig del 1976» (prendendo in prestito alcune parole di Gianni Marras, tra gli artisti del festival).

spring awakening
Spring Awakening

Tocca a Spring Awakening aprire le danze giovedì 16 e venerdì 17 maggio al Teatro Duse. Protagonisti sono dei «giovani vulnerabili e confusi e anche oggigiorno abbiamo ragazzi fragili, seppur per altri motivi», ha evidenziato la direttrice. «Ci troviamo di fronte a un testo (si riferisce a Risveglio di primavera di Frank Wedekind a cui Sheik e Sater si ispirarono per comporre il musical) all’avanguardia già a fine ‘800 dato che affronta temi come aborto, suicidio, omosessualità, la vergogna di vivere all’interno di una società gretta. Ancora adesso esiste tutto ciò. Uno degli aspetti più interessanti risiede nel contrasto creato dai brani in stile pop rock con contaminazioni soul, che invadono la rigidità di quegli anni, illuminando il pensiero interiore dei ragazzini. Ho deciso di mettere in evidenza questo concetto utilizzando la luce. Pensando alla musica rock mi viene in mente la luce a led, d’impatto perciò l’elemento luminoso è stato inserito in maniera preponderante all’interno della scenografia», ha raccontato il regista Mauro Simone. «La mia interpretazione è stata dettata da due fattori fondamentali: rimanere fedeli alla partitura e utilizzare la lingua italiana senza perdere le caratteristiche stilistiche di aderenza alla musica pop rock e testo», ha incalzato il direttore musicale Vincenzo Li Causi. «Per riassumere le varie storie raccontate ho messo a frutto la mancanza di comunicazione tra le due generazioni, da cui sono generati i drammi. Ho cercato di abbattere il muro di non comunicazione che può crearsi tra chi è in scena e chi, invece, assiste dalla platea, attingendo dai gesti quotidiani», ha spiegato a sua volta Giorgio Camandona, autore delle coreografie.

Chicago
Chicago

Dal 24 al 26 maggio il Duse verrà animato da un grande classico, Chicago, una delle migliori partiture della coppia di autori Kander&Ebb con libretto dello stesso Ebb e Bob Fosse. «La prima volta che lo vidi non volevo più lasciare la platea», ha confessato Saverio Marconi, che ne cura la regia. «Ero incollato alla poltrona e sarei rimasto lì fino alla replica del giorno successivo. È un musical difficilissimo e non ebbe immediatamente successo. Poi nel 1975… arriva A Chorus Line diretto e coreografato da Michael Bennett. Bellissimo, un successo… Così nasce la mia idea per Chicago. Omicidi, crimine e sesso che convivono con l’humor del vaudeville: le star di Chorus line dietro quelle di Chicago. Nel musical diretto da Bob Fosse i personaggi sono tremendi, cinici. Questi ebbe l’idea di presentare una situazione drammatica in un modo da varietà. Si tratta di uno spettacolo dove la coreografia è fondamentale perché – in originale – era pensata dal regista e lavorata dal coreografo (che corrispondevano a un’unica persona, nda)». A tal proposito è intervenuta Gillian Bruce, autrice delle coreografie: «abbiamo la grande fortuna di avere una band di otto elementi (diretta da Maria Galatino). La musica è ispirata ai ruggenti anni ’20 ovviamente, ma sul piano delle danze spaziamo dal jazz classico al raggae, passando per il tip tap». Dalle esibizioni che ci vengono proposte nel corso della presentazione di A Summer Musical Festival si nota già la differenza di stile tra queste due opere, «Spring Awakening è molto moderno, con un approccio vocale diverso; in Chicago il suono è pieno, con grandi melodie», ha spiegato la Farrell.

Il bacio della donna ragno_@ Rocco Casaluci
Il bacio della donna ragno @ Rocco Casaluci

Per chiudere la rassegna è stata scelta un’opera molto cara alla Bernstein School of Musical Theater, celebrando così i dieci anni di collaborazione con il Teatro Comunale. Ci riferiamo a Il bacio della donna ragno (musiche di John Kander, versi di Fred Ebb e libretto di Terrence McNally) diretto da Gianni Marras la direzione musicale di Stefano Squarzina, in cartellone dal 19 al 23 giugno. Fra gli interpreti principali spiccano Simona Distefano nel ruolo della Donna Ragno/Aurora, Gianluca Sticotti in quelli di Molina, Brian Boccuni come Valentin, Raffaele Latagliata come Direttore del carcere, Francesca Taverni come Madre di Molina e Caterina Gabrieli come Marta (sono coinvolti anche gli allievi della BSMT, nda).

Protagonisti della drammatica vicenda ambientata in un penitenziario sudamericano due compagni di cella incompatibili solo in apparenza: Molina, un gay vetrinista di boutique arrestato per adescamento di minori, e Valentin, un giovane rivoluzionario marxista sospettato di terrorismo. «Nasce un percorso parallelo: Molina col desiderio di avere una vita normale, qualcuno che gli voglia bene; Valentin, invece, desidera una società di un certo tipo. È una storia meno eclatante, più intima», ha svelato il regista ponendo l’accento su come il discorso privato si intrecci con quello pubblico. «La partitura musicale riflette il film con delle grandi arcate e dall’ampio respiro; è un vibrante succedersi di brani (in questo caso le canzoni restano in inglese) dai ritmi latini in stile Boradway», ha puntualizzato la Farrell. Sul piano coreografico (affidato sempre a Gillian Bruce) si viaggia con la fantasia proprio per evadere dalla prigione.

Nella trasferta bolognese abbiamo avuto modo di appurare professionalità e passione insiti in ogni docente e allievo della scuola per cui ci permettiamo di consigliarvi di non perdere quest’occasione proposta da A Summer Musical Festival sia per la portata degli spettacoli in programma sia per l’opportunità – per i ragazzi – di confronto col pubblico.