E’ in scena a Milano al Teatro Martinitt fino al 1° aprile, la commedia Freddy Aggiustatutto , con la regia di Roberto Marafante. Il testo scritto da Tobia Rossi e Lorenzo Riopi, ha vinto quinta edizione del concorso Una commedia in cerca d’autori®, indetto dal Teatro Martinitt e dal suo gemello romano Teatro De’ Servi.

Interno di uno sfavillante studio televisivo di Real Tv, fantomatico canale specializzato in reality show. Fa il suo ingresso Freddy Aggiustatutto (Matteo Nicoletta), un muscoloso genio tuttofare. Sguardo deciso e addominali scolpiti da far invidia al Brad Pitt di Thelma e Louise, Freddy snocciola soluzioni per ogni tipo di dramma domestico per un estasiato pubblico di casalinghe. E’ l’idolo delle donne, il mago del bricolage formato catodico. Peccato che Freddy esista solo nelle menti dei produttori, la virago mangiauomini Cora (Alessandra Schiavoni) e il cinico Giorgio (Giuseppe Cantore).
In realtà Freddy è un timido pasticciere, dall’ingenuità disarmante, frastornato dal successo e dal gradimento femminile, in primis quello di Cora e della bella Nadia (Giulia Carpaneto), la sua partner nel programma. Freddy rivela ben presto il suo agghiacciante tallone d’Achille. E’ fidanzato con una ragazza curvy, Anna (Alessia Punzo), che è molto lontana dagli stereotipi televisivi. Cora lo pone a un bivio: rinunciare all’amore per non perdere il successo o ripiombare nell’anonimato? Ma Freddy vuole davvero una vita infelice da ricco e famoso? E i suoi burattinai di Real Tv sono poi così intoccabili?
Forte di una scrittura fresca e briosa, Freddy Aggiustatutto riesce a sondare con molta ironia un tema tutt’altro che leggero e molto attuale: il dilemma tra essere e apparire, oggi particolarmente evidente a causa del morbo dilagante dei reality show. E il povero Freddy, concupito come una star da stuoli di donne, è il perfetto rappresentante dell’enorme bugia collettiva che riunisce tutti i vari divi televisivi usa e getta.
La commedia divertente e ben costruita, trascina il pubblico in uno studio televisivo squisitamente kitsch ricostruito nelle belle scenografie di Rossella Inzillo, in cui gli interpreti si muovono con spontaneità e affiatamento dando vita uno scenario in cui il pubblico riconosce stralci della propria surreale quotidianità, ancorata al mezzo televisivo. E con un finale a sorpresa che dà scacco matto a tutti i reality show.

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