Gea Martire: “Un personaggio è un territorio da scoprire”

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Gea Martire, protagonista di “Ferdinando”, racconta il suo modo di fare teatro e la costruzione del suo personaggio nel capolavoro di Annibale Ruccello in scena al Teatro Franco Parenti dal 23 ottobre al 4 novembre con la regia di Nadia Baldi.

Gea Martire, straordinaria interprete di Ferdinando, ci ha rilasciato una bellissima intervista poco prima di andare in scena con lo spettacolo tratto dal capolavoro di Annibale Ruccello con la regia di Nadia Baldi al Teatro Franco Parenti. Ci racconta il suo incontro con la baronessa borbonica Donna Clotilde. “Un personaggio è un territorio da scoprire. Io mi sono avvicinata a Donna Clotilde studiandola molto e facendo in modo che riuscisse a vivermi dentro”.

Immersa in un’atmosfera fiabesca, arricchita dai giochi di luci e ombre che creano una dimensione quasi onirica, quella della Baldi è una rielaborazione densa di significato.
Donna Clotilde (Gea Martire), baronessa borbonica, si è rifugiata in una villa della zona vesuviana, scegliendo l’isolamento come segno di disprezzo per la nuova cultura piccolo borghese che si va affermando dopo l’unificazione d’Italia. È con lei una cugina povera, Gesualda (Chiara Baffi), che svolge l’ambiguo ruolo di infermiera/carceriera. I giorni trascorrono uguali, tra pasticche, acque termali, farmaci vari e colloqui con il parroco del paese, Don Catellino (Fulvio Cauteruccio), un prete coinvolto in intrallazzi politici. Nulla sembra poter cambiare il corso degli eventi, finché non arriva Ferdinando (Francesco Roccasecca), un giovane nipote di Donna Clotilde, dalla bellezza “morbosa e strisciante”. Sarà lui a gettare lo scompiglio nella casa, a mettere a nudo contraddizioni, a disseppellire scomode verità e a spingere un intreccio apparentemente immutabile verso un inarrestabile degrado.

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