Dopo una lunga tournée iniziata nel 2023, Gente di facili costumi è approdata al Teatro Manzoni di Milano, dove ha debuttato lo scorso 14 aprile.
La commedia, scritta da Nino Manfredi e Nino Marino nel 1988, fu originariamente interpretata e diretta dallo stesso Manfredi, con Pamela Villoresi come giovane co-protagonista. Questo nuovo allestimento, prodotto da La Pirandelliana, è diretto da Luca Manfredi e vede Flavio Insinna e Giulia Fiume nei ruoli principali.
La storia ruota attorno a due personaggi che non potrebbero essere più diversi e apparentemente incompatibili: Anna, una prostituta rumorosa e disordinata – con dei seri problemi con il congiuntivo – nota come “Principessa”, che sogna di diventare giostraia, e Ugo, un intellettuale frustrato per essersi ridotto a scrivere insulsi copioni per la TV e il cinema, invece di realizzare film d’arte.
La vicenda prende il via quando Ugo irrompe nell’appartamento di Anna, un sottotetto in odore di abusivismo, e la accusa di averlo svegliato come sua abitudine accendendo il giradischi nel cuore della notte, sul ritmo martellante di Rumore di Raffaella Carrà.

Nel caos della discussione, Anna lascia aperto il rubinetto della vasca, allagando l’appartamento sottostante. Costretto a trovare un nuovo alloggio a causa di uno sfratto, Ugo viene inaspettatamente accolto da Anna, che si dimostra generosa e con una visione, a suo modo, pura e sincera dell’esistenza. Da questa bislacca convivenza forzata nasce un confronto-scontro fatto di incidenti, incomprensioni, ilarità, ma anche di confidenze, riflessioni.
La commedia è davvero esilarante e anche incredibilmente moderna, con i suoi riferimenti all’accoglienza per lo straniero che Ugo testa sulla sua pelle e che ci rimette subito in connessione con l’attualità. Si ride dall’inizio alla fine dei battibecchi tra i due, che raggiungono i massimi livelli negli strafalcioni linguistici di Anna alle prese con i misteri dello straniamento brechtiano, da lei ribattezzato “bresciano”.

Gente di facili costumi è un meccanismo a dir poco raro teatralmente parlando. Un testo costruito ad arte, con ritmi perfetti, magistralmente sfruttati dai due interpreti, che restano in scena ininterrottamente per circa due ore e mezzo, complice una regia attenta, precisa e rispettosa dei tempi comici, come non si vedeva da diverso tempo. Nessun momento di inerzia, nessuna tentazione al qualunquismo strappalacrime, in favore di un umorismo intelligente, liberatorio e con una nota di speranza sul finale.
Entrambi i protagonisti offrono una performance di grande livello: Flavio Insinna caratterizza Ugo con una carica sorniona e allampanata davvero irresistibile. Giulia Fiume è impagabile nelle sue esilaranti uscite in italiano-siciliano, che gestisce con notevole gusto e misura.
Le scenografie di Luigi Ferrigno, con un uso sapiente del girevole, riproducono fedelmente l’appartamento fatiscente di Anna, arricchendo la scena con dettagli sorprendenti.
Uno spettacolo assolutamente da non perdere, in scena al Teatro Manzoni fino al 26 aprile.


