Hamlet of no one in prima nazionale al Filodrammatici

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Quando il futuro inizia a sembrarti nero, che cosa potresti fare? 

In L’Amleto di nessuno (Hamlet of no one), dal 24 ottobre al 5 novembre in scena al Teatro Filodrammatici, un autore italiano affronta la lenta perdita della vista, la paura di non poter più vedere il mondo e il fatto di dover scrivere un adattamento di Amleto commissionato da un teatro di Mosca.
Ma con la tragedia della cecità che incombe, invece di cedere allo sconforto, sceglie di giocare con la verità e la finzione, con il caso e col destino. Il testo è una meditazione piena di sorprese su cosa significhi agire e interagire in un mondo che si sta pian piano sfuocando e riducendo.

L’Amleto di nessuno (Hamlet of no one) è una macchina teatrale fatta di scelte in cui sarà anche il pubblico a scegliere, come nel gioco dell’assassino, in cui basta chiudere un attimo gli occhi per ritrovarsi uccisi.

Nassim Soleimanpour, autore di Coniglio bianco/coniglio rosso già andato in scena con successo sul nostro palcoscenico, ha adattato in esclusiva per il Teatro Filodrammatici questo lavoro (basato su Blind Hamlet, originariamente commissionato da Actors Touring Company), collaborando con Bruno Fornasari e Tommaso Amadio a una prima assoluta per l’Italia.

Gli unici interpreti sono un registratore e il pubblico stesso, che dovrà scoprire cosa sia realtà e cosa finzione, in un continuo gioco con il destino – tra essere e non essere.

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