Andrée Ruth Shammah dirige al Teatro Franco Parenti Luca LazzareschiLaura Marinoni e un gruppo di giovani  attori, ne I Promessi sposi alla prova di Giovanni Testori che la stessa Shammah diresse con Franco Parenti nel 1984. In uno spoglio palcoscenico di provincia, le pareti biancastre, l’attrezzeria falsamente in disordine, le porticine, i pontili, le scalette a vista e una saracinesca grigia sullo sfondo, un gruppo di giovani attori appassionati ed inesperti, un po’ smarriti e un po’ curiosi prova, sotto la guida di un maestro, qualcosa che assomiglia al capolavoro di Manzoni I promessi Sposi, ma che diventa qualcos’altro nel tentativo di liberare i personaggi dalla pagina scritta e di fare, degli attori, degli uomini che camminano da soli.
“Con questo spettacolo – spiega Andrée Ruth Shammah – non solo si vuole restituire al pubblico uno dei capisaldi della letteratura italiana e far conoscere e amare la riscrittura di Testori, ma si intende esortare a camminare con una nuova consapevolezza nel nostro tempo e a riscoprire i fondamenti del Teatro, come lo intendo io ancora e sempre di più.
Conosco molto bene Testori perché ho già allestito otto volte in passato le sue opere e mi sembrava importante e doveroso il fatto di avvicinarmi nuovamente a questo autore con lo scopo di ritrovare, ancora una volta, il senso del fare teatrale. Testori e Manzoni hanno
tanto da dare, in termini di poetica e di bellezza. Ci sono dei testi che diventano molto importanti da riproporre in certi momenti storici sia per il pubblico che li vedrà e sia per i giovani che li percorreranno sulla scena. I Promessi sposi alla prova è sicuramente uno di questi”.

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