Dal 28 novembre è in scena al Teatro Carcano il Berretto a sonagli nella versione di Valter Malosti.
Con Il berretto a sonagli allestito nel 2015, Malosti ha affrontato per la prima volta Pirandello, confrontandosi con uno dei testi più popolari del grande drammaturgo siciliano, cercando di strapparlo allo stereotipo e tentando di restituire la forza eversiva originaria di quei “corpi in rivolta” posti al centro della scena, che è anche labirinto: una feroce macchina/trappola. La facoltosa Beatrice Fiorìca è convinta che suo marito la tradisca con la moglie del loro scrivano Ciampa. Per smascherare il tradimento e far scoppiare lo scandalo, manda Ciampa lontano a Palermo e tende una trappola al marito. Il giorno dopo Ciampa torna a casa Fiorìca e trova sua moglie in carcere per adulterio.

Un testo vivissimo grazie alla violenza beffarda della lingua, una sorta di musica espressionista e tragicomica, molto evidente nel testo scritto in dialetto siciliano che è alla base di un lavoro originale di drammaturgia. Una versione più schietta, dura, non ‘ripulita’ del testopirandelliano, affidata sia al dialetto della prima stesura sia ad un italiano derivato da questa, che assume in sé elementi dialettali, per permettere di affidare agli attori una partitura più ritmica e musicale, recuperando anche una dimensione più autentica in cui la risata dà valore liberatorio. “Colgo nella pièce un carattere visionario come in Molière – dice Malosti – e un andamento da farsa neraCiampa è per me un buffone tragico, come il Nietzsche di Ecce homo e l’Arnolphe de La scuola delle mogli”.
Lo stesso Valter Malosti interpreta Ciampa, mentre Beatrice Fiorìca è Roberta Caronia, che  Malosti torna a dirigere dopo la premiata Ifigenia in Cardiff di Gary Owen.

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