Roberto Zappalà: “Con Panopticon rifletto sul distanziamento e sulle paure di oggi”

Per le nostre video interviste abbiamo avuto l’onore di incontrare virtualmente Roberto Zappalà, grande coreografo italiano di fama internazionale, direttore artistico della Compagnia Zappalà Danza e di uno dei tre centri nazionali di produzione della danza Scenario Pubblico di Catania, aperto nel 2002. Ha ricevuto diversi premi, tra cui nel novembre 2013 il Premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro.
Roberto Zappalà ci ha illustrato Panopticon / NanoFestival – 12 danze sorvegliate speciali, inserito nella stagione 2020/2021. Uno splendido progetto, ispirato al Panopticon di Jeremy Bentham, che da un lato è “funzionale” alle restrizioni imposte dai protocolli di sicurezza COVID19, dall’altro trasforma, con la creazione di un’opera installativa, queste limitazioni artistiche in uno spunto di riflessione su tematiche particolarmente attuali.
“Ho pensato a qualcosa che potesse valicare il periodo del Covid. Lo spettacolo andrà a scena a novembre, quando ci auguriamo tutti che questo periodo sia concluso, quindi vuole essere una una riflessione su come, a causa del Covid, sia subentrata un’assoluta sorveglianza dell’essere umano uno sull’altro”.
La struttura di Panopticon è un poligono con numero variabile di lati, realizzato con materiale in parte trasparente. Gli spettacoli andranno in scena dal 6 al 22 novembre per 3 fine settimana con più turni a serata e un numero limitato di spettatori con sanificazione della struttura nell’intervallo tra i vari turni e rispetto delle distanze di sicurezza. Un’introduzione al progetto sarà curata da diversi intellettuali che si alterneranno nelle serate.