lunedì, Settembre 16, 2019
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Simona Bertozzi: “Per me il rapporto con il corpo è un atto necessario”

La nostra intervista Simona Bertozzi, una delle principali figure della danza italiana contemporanea, vincitrice del Premio Hystrio Corpo a Corpo. Celebrata e pluripremiata a livello internazionale, debutterà il 23 Giugno nell’ambito della Biennale Danza di Venezia diretta da Marie Chouinard.

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La nostra intervista a Simona Bertozzi, una delle principali figure della danza italiana contemporanea, vincitrice del Premio Hystrio Corpo a Corpo.

Celebrata e pluripremiata a livello internazionale, Simona Bertozzi dal 2008 ha iniziato l’attività di Compagnia Simona Bertozzi/Associazione Culturale Nexus.

Attualmente, la Bertozzi è impegnata nella creazione di ILINX – don’t stop the dance, riallestimento del lavoro iniziato nel 2008 ed entrato poi nel progetto Homo Ludens. ILINX – don’t stop the dance è una Produzione Nexus 2019 per Biennale Danza Venezia con il contributo di Mibac e Regione Emilia Romagna e debutterà il 23 Giugno nell’ambito della Biennale Danza di Venezia diretta da Marie Chouinard.

“Mi auguro di aver ricevuto questo Premio proprio per il legame con la corporeità – afferma. Per me il rapporto con il corpo è un’immersione, un atto necessario, ancor prima della scrittura coreografica”.

Queste le motivazioni del Premio:

Il Premio Hystrio-Corpo a Corpo a Simona Bertozzi vuole riconoscere un percorso artistico e di ricerca segnato dal rigore e dalla radicalità. Danzatrice e creatrice, ha saputo dare vita a uno stile coreografico originale, di cui il progetto Prometeo offre un esempio nella sua multiforme composizione in sei creazioni autonome. Segnata dall’incontro con maestri italiani ed europei, e aperta all’ascolto delle tendenze del contemporaneo, Bertozzi mantiene però nella sua creazione una forte e riconoscibile identità autoriale, che la rende oggi – con la compagnia Simona Bertozzi | Nexus fondata nel 2008 – un punto di riferimento nel panorama coreografico nazionale. Da Virgilio Sieni, con il quale si è formata, ha saputo assorbire la sensibilità e l’interesse per i corpi “non conformi”, per la diversità degli esseri umani in movimento, come migranti, adolescenti, bambini. Naturalmente incline a uno dei temi cruciali per l’arte performativa, cioè la formazione e il passaggio di consegne, e capace di nutrire e contaminare la sua creazione con discipline e letture di ampio spettro, Simona Bertozzi si conferma un’artista aperta, eclettica, in continua ricerca.

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