Dopo Vecchi per niente, che gettava uno sguardo insolito sulla vecchiaia raccontata con ironica leggerezza, Nicola Russo porta in scena dal 19 al 24 febbraio al Teatro Elfo Puccini, Sala Bausch Io lavoro per la morte un lavoro sulla morte e sulla maternità, ispirato al ricordo della madre. In questo nuovo spettacolo Nicola Russo, in scena con Sandra Toffolatti, attraverso una scrittura intima in cui convivono ricordi e invenzioni, ha lavorato su un personale dialogo con una madre, non più in vita, per raccontare di come l’assenza di una persona possa essere più ingombrante della sua presenza. Uno spettacolo privato, costellato di sogni, sui movimenti del pensiero in solitudine, su di un lessico familiare divertente e dissacrante che gioca a declinare un tabu dei nostri tempi: la morte. “Mia madre – precisa Nicola Russo, anche interprete insieme a Sandra Toffolatti  – è stata una donna molto forte con un carattere di ferro, direi quasi inscalfibile. Gli ultimi anni della sua vita per problemi di salute e per una strana avversione al mondo si è chiusa in casa, in una solitudine ricercata e custodita con ostinazione. Ho sempre pensato che la vita di una persona così solitaria non fosse neanche una vita, ma avevo torto: il pensiero di chi vive in solitudine è una delle cose più vivaci che si possano immaginare”.

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