Isabella Ragonese è “Clitennestra”

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Isabella Ragonese è la tragica regina di Micene in Clitennestra, l’ultimo spettacolo di Roberto Andò, tratto dal romanzo con cui Colm Tóibín, in scena al Piccolo Teatro Strehler dal 6 all’11 febbraio.

“Ho dimestichezza con l’odore della morte. L’odore nauseabondo e zuccherino che si diffondeva nel vento raggiungendo le stanze di questo palazzo”: con queste folgoranti righe si apre La casa dei nomi, il testo scelto da Roberto Andò per proseguire – dopo Ferito a morte, presentato al Piccolo all’interno della stagione 2022/23 – il suo viaggio nella grande letteratura. “Leggendo il romanzo di Colm Tóibín – spiega il regista – ho provato una grande emozione, e alla fine, quasi senza accorgermene, mi sono sorpreso a fantasticare sulla possibilità di mettere in scena il personaggio più grandioso che vi è narrato, Clitennestra”.
Va quindi in scena “la tragica storia di rancore e solitudine, di sangue e vendetta, di passione e dolore” di una madre che vive per vendicare la morte della figlia, sacrificata dal padre sull’altare degli dei. I caratteri delineati da Tóibín – ha riletto il mito classico come dramma di passioni e debolezze terribilmente umane – sospesi tra invenzione e filologia, “però risultano tragici non perché sono personaggi derivati dalla tragedia greca – continua Andò – ma perché sono uomini e donne totalmente immersi nella drammaticità dei loro problemi familiari e sociali e, soprattutto, perché sono disperatamente soli. L’umanità di questi profili colti nel recinto esclusivo della psicologia nasce quindi dalla mancanza di ciò che nel mito – e quindi nella tragedia classica – li rendeva più forti, ma anche algidi e distanti e in un certo modo fissi e bidimensionali, ovvero la presenza degli dèi”.

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