Ha debuttato in grande stile lo scorso 10 ottobre al Teatro Nazionale – Italiana Assicurazioni La Febbre del Sabato Sera Il Musical, prodotto da Compagnia della Rancia.
Il riferimento del musical è il celebre film omonimo del 1977, diretto da John Badham, che consacrò John Travolta un divo e rese immortali le musiche dei Bee Jees. Il musical, adattato da Robert Stigwood in collaborazione con Bill Oakes (la versione nordamericana è stata scritta da Sean Cercone e David Abbinanti) debuttò a Londra nel 1998.
Dopo diverse versioni nostrane, da una prima del 2003 ad altre tra il 2016 e il 2018, questo nuovo allestimento italiano su licenza di Broadway Licensing, si avvale della regia di Mauro Simone e la direzione musicale di Andrea Calandrini. Il testo e le liriche di alcune canzoni sono stati tradotti da Franco Travaglio, mentre i brani che animano le scene ambientate alla 2001 Odissey sono interpretati in inglese.
Piccolo ripasso sulla trama: Tony (Simone Sassudelli), giovane italo-americano di Brooklyn, trascorre i fine settimana nella discoteca locale, la 2001 Odissey, dove è ammirato da tutti per il suo carisma e la sua abilità sulla pista da ballo. L’incontro con con l’ambiziosa Stephanie Mangano (Gaia Soprano), che vuole trasferirsi a Manhattan per costruirsi una carriera, lo sprona a riscattarsi dallo squallore della quotidianità, tra un lavoro in un negozio di vernici e un gruppo di amici perdigiorno.
Lo spettacolo in scena al Nazionale ha un allestimento importante con alcune soluzioni registiche davvero interessanti di Mauro Simone, che prende spunto dalle inquadrature immersive del film e dall’indimenticabile piano-sequenza iniziale di John Travolta sostenute dalle coinvolgenti coreografie di Chris Baldock e dal perfetto disegno luci anni di Francesco Vignati.
Una vera e propria botta di anni ’80, una mirror ball trascinante e luminosa capace di attirare il pubblico. Spicca tra tutti un protagonista particolarmente adatto al ruolo, dalla notevole presenza scenica e capacità vocale. Efficace e di grande impatto la scelta di affidare il ruolo di DJ Monty a Natascia Fonzetti coadiuvata da Alice Grasso (Candy) che duettano nei brani più celebri dei Bee Gees.
Ottima la prova complessiva del cast di 21 performer molto affiatati e coordinati nelle coreografie di gruppo. Completano il tutto le sfavillanti le scenografie di Gabriele Moreschi, i costumi di Riccardo Sgaramella il disegno audio di Armando Vertullo.
Manca forse l’aspetto più riflessivo del film, che è stato volutamente edulcorato nella versione on stage. Il soggetto cinematografico di Nik Cohn è radicato in un periodo di profondi contrasti sociali e, negli anni, è stato spesso erroneamente identificato solo come un inno alla disco music. Va da sé che il lavoro di Stigwood & co per portare il film in teatro sia stato tutto in sottrazione con l’intento di renderlo uno spettacolo più mainstream. Molti degli elementi più cupi del film, come i riferimenti agli abusi subiti da Annette (la ragazza pazzamente innamorata di Tony, nello spettacolo interpretata da Jessica Lorusso) e il suicidio di Bobby, lo sfortunato amico di Tony (Gianluca Cavallaro), sono stati eliminati dalla trama. Se nel musical Bobby muore da eroe cercando di salvare Annette, nella pellicola si lascia letteralmente cadere dal Verrazzano-Narrows Bridge in preda al totale disconforto esistenziale, al punto che Manero/Travolta commenta che “esistono modi per uccidersi senza uccidersi”.
Lo spettacolo riesce perfettamente nell’intento di coinvolgere più di una generazione – non solo di boomers – e alla prima si è assistito a un trascinante curtain call finale con il pubblico scatenato come su una pista da ballo sulle note di hit dei Bee Gees, da Stayin’ Alive e Night Fever a You should be dancing e How Deep Is Your Love
La Febbre del Sabato Sera resterà in scena nella prossima stagione solo a Milano fino all’11 gennaio 2025.


