Commedia sull’amore, la magia, il travestimento, Sogno di una notte di mezza estate è forse una delle opere più seducenti di William Shakespeare, immersa in un mondo fantastico, capace ancora di emozionare.
L’allestimento presentato al Teatro Pime lo scorso 9 febbraio con la regia di Piera Mungiguerra, è costruito su due attori, Claudia Gambino e Francesco Meola, che si muovono nel bosco incantato shakesperiano, alternandosi nelle vesti di Demetrio ed Elena, di Lisandro ed Ermia e di Titanie e Oberon. Il gioco scenico è reso in modo molto suggestivo, tramite diverse giacche sospese sul palco, che si animano a loro volta con le voci di Silvia Giulia Mendola (Ippolita) Alberto Onofrietti (Teseo), Alberto Astorri (Egeo). Ed è proprio l’elemento giocoso a predominare nello spettacolo, trovando una sua cifra stilistica nell’interessante ausilio delle musiche che si sono ispirate al Sogno: Da “The Fairy Queen” di Henry Purcell al “Sogno di una notte di mezza estate” di Felix Mendelssohn, che Carlo Lanfossi ha ottimamente inserito come un elemento drammaturgico in più. I musicisti infatti – lo stesso Carlo Lanfossi al pianoforte, Gianpiero Nitti al flauto doppio e tamburo, Alessandra Bombelli al flauto, Daniele Navone al corno e Raffaele Maio alla tromba – accompagnano le performance delle due soprano Graziella Tiboni e Bianca De Mario e del basso Renato Dolcini dentro la tessitura della storia, creando un’assoluta interazione con i protagonisti e con il pubblico e spingendo così al massimo l’elemento onirico, già presente nel linguaggio della commedia. Claudia Gambino e Francesco Meola, diretti con leggerezza e precisione da Piera Mungiguerra, danno al testo un’ironia soffusa e una grazia tutta particolare, amplificata anche da alcune suggestive trovate sceniche di Valentina Guagliardi, come la moltiplicazione dei personaggi per mezzo delle giacche o l’ambivalenza di alcuni oggetti, come la semplice lampada che evoca anche la presenza di uno spirito.
Uno spettacolo di pura emozione e gioia sensoriale, che immerge totalmente il pubblico nella magia del testo shakesperiano.

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