Dopo la prima nazionale a Borgio Verezzi dello scorso luglio, debutta all’Elfo Puccini (26 febbraio-10 marzo) La scuola delle mogli, diretto e interpretato da Arturo Cirillo, con Valentina Picello, Rosario Giglio, Marta Pizzigallo e Giacomo Vigentini.
Testo autobiografico, poiché nella figura del protagonista Arnolfo, che istruisce come moglie perfetta l’adolescente Agnese, Molière vedeva riflessa la sua vicenda personale con la giovane Armande Béjart, La scuola delle mogli è “una commedia sapiente e di sorprendente maturità – spiega Cirillo. Vi si respira un’amarezza e una modernità come solo negli ultimi testi Molière riuscirà a trovare. Vi è la gioia e il dolore della vita, il teatro comico e quello tragico, come in Shakespeare”.
Cirillo ha concepito un impianto scenico come una piazza, come in una città ideale. Ma dentro all’abitazione principale vi è una lunga scala di ferro che porta a una camera – prigione con un giardino che assomiglia a una gabbia. In questo milieu, Arnolfo ha creato Agnese (Valentina Picello) una donna cavia di un esperimento maschilista. “Agnese – prosegue Cirillo – è stata presa da bambina, orfana, e poi lasciata nell’ignoranza di tutto per poter essere la moglie ideale, vittima per non dire schiava del futuro marito che la dominerà su tutti i piani, economici, culturali, psicologici. La natura, l’istinto, l’intelligenza del cuore renderanno però vano il piano penitenziale e aguzzino che si è tramato intorno a lei”.

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