Martedì 26 febbraio un forum di Assago quasi gremito ha accolto con entusiasmo i 20 anni di carriera de Le Vibrazioni, la band di Francesco Sarcina nata nelle cantine milanesi nel 1999 e salita alla ribalta in realtà nel 2003 con “Dedicato a te”.
Oltre due ore e mezza di concerto hanno ripercorso i successi del gruppo dalla sopracitata “Giulia” a “Vieni da me”, fino alle più recenti “Amore Zen” e “Così sbagliato”, che ha aperto la serata mettendo subito in chiaro le cose: il tiro è quello di chi suona rock e il modo migliore di festeggiare è quello di far ballare e saltare il parterre e chi sedeva in tribuna.
Molti ospiti si sono intervallati sul palco, accompagnando la band milanese: vale la pena citare soprattutto Elio (ex Storie Tese), che al flauto ha accompagnato “Ovunque andrò” come fece a Sanremo nel 2005, ma ancora di più Piero Pelù, prima seconda voce sulla graffiante “Aspettando” e poi protagonista nella sua “Toro Loco”, nella quale Le Vibrazioni si cimentano in una cover davvero tirata e aggressiva, una vera bomba di adrenalina.
La band ha una sinergia unica e l’innegabile bravura dei quattro quando si amalgamano fa sì che il tutto sia davvero più della somma delle parti: Marco “Garrincha” Castellani si muove e piroetta mentre suona riff di basso dal sound inconfondibile (“In una notte d’estate”, “Non mi pare abbastanza” o “Drammaturgia”), Stefano Verderi alla chitarra disegna con arpeggi vintage e parti soliste le sonorità più retrò della band, mentre Alessandro Deidda martella sulla batteria con potenza e precisione , facendo davvero da impalcatura ad ogni brano.
Infine, Francesco Sarcina, carisma da brividi, bravura sia vocale che con la chitarra, si lascia andare solo a qualche calo dovuto all’emozione, come quanto inizia accompagnandosi alla chitarra l’ultimo singolo, “Cambia”, una riflessione proprio sul tempo che è passato.
Tentenna prima di attaccare, il pubblico è molto più numeroso delle aspettative e il calore da questi emanato riesce a mettere a disagio anche un duro come lui.
La serata scorre davvero rapida, la musica prende, sia quando si balla che quando ci sono pezzi più introspettivi o le ballate come “Respiro” e “Dimmi”, le luci e lo schermo alle loro spalle fanno da degna scenografia e cornice, assieme a un paio di coriste a dire il vero un po’ poco sfruttate.
I singoli e i successi della band ci sono tutti, manca però paradossalmente l’album “V”, il più recente, che sembra quasi rinnegato dal gruppo, visto che non hanno pubblicato nessun singolo estratto da quel lavoro a parte quello di lancio, “Così sbagliato”, in gara a Sanremo 2018: senza dubbio il disco meno valido della band, ha comunque pezzi degni di nota come “In fondo” o “In orbita” che live poteva valere la pena riproporre.
Sarebbe stato bello sentire anche i quattro assoli come accadde in “En vivo”, ma forse non ve n’era il tempo e si è voluti far passare davvero il concetto che la band è solida e compatta, che nessuno di loro quattro dà il meglio senza gli altri tre.
In effetti, l’altra sera il meglio si è visto davvero, applaudito e cantato da un pubblico che andava da bambini ad adulti con i capelli bianchi e i visi segnati dal tempo.
Il mondo cambia, dice il loro ultimo singolo, ma certe emozioni restano e ti accompagnano per tutta la vita, facendoti crescere con loro. Chissà se sarà così anche per quei bambini presenti al forum: Sarcina e compagni, davvero, se lo meriterebbero tanto!

Recensione di Mattia Gelosa

Ecco la scaletta della serata, visibile in versione integrale sul canale di RTL 102.5, media partner del live

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