L’adozione questa sconosciuta. Un dono dal cielo che colma d’amore, ma che in alcuni casi può diventare una condanna.
Lo spettacolo M.A.D., Mamme Adottive Disperate, in scena fino all’11 marzo allo Spazio Avirex Tertulliano, indaga appunto il tema della adozioni.
Ispirato alle testimonianze di adozioni difficili raccolte nell’omonimo libro di Mariagrazia La Rosa, è essenzialmente una tragicommedia dall’ironia graffiante e a tratti esilarante. Troviamo quasi scaraventate sul palco le tre protagoniste, Emma, Rita e Didi, tre mamme alle prese con dei figli “particolari”. Pablo, adottato in tenera età, è diventato un diciottenne dedito allo spaccio e violento anche nei confronti di Emma. Aaron è un adolescente apatico, incapace di comunicare con il mondo e soprattutto con i suoi genitori, in primis Rita. E infine Leone, il figlio ideale – l’unico biologico – ottimo studente, l’orgoglio di Didi, che lo ha cresciuto da sola “facendogli da madre e da padre”, ma che è capace di sbarellare davanti alla più piccola delle sconfitte. Le tre si ritrovano insieme a discutere una questione scottante: Pablo ha tatuato sul collo di Aaron la scritta Sfigato. Rita pretende un risarcimento da Emma per il suo Aaron, un modello di bontà. Ma cosa si nasconde dietro alla violenza di Pablo e la remissività di Aaron? E’ Didi, parvenue ignorante, prezzemolina dei comitati scolastici, a scoperchiare un imbarazzante vaso di Pandora: Aaron odia i suoi genitori adottivi, li considera degli alieni che lo hanno rapito alla sua famiglia d’origine. La scena si fa ancora più concitata con un’incredibile rivelazione che coinvolge anche l’irreprensibile Leone. I toni si fanno accesi e violenti ed è la stessa Didi a perdere il controllo, rivendicando la sua superiorità di madre biologica. “L’amore non basta!” – urla alle due attonite M.A.D. Inizia quindi un gioco al massacro verbale e anche fisico, che si trasforma gradualmente in una strana complicità fino a un inaspettato epilogo.
M.A.D. è un testo fortemente contemporaneo. Tobia Rossi evita ogni tipo di sentimentalismo per calare bruscamente lo spettare in un universo sconvolgente.
Il pubblico si emoziona, ride ed empatizza con le tre protagoniste, interpretate con molta ironia, ma anche una notevole tensione emotiva da Paola Giacometti, Emma la madre vittima del figlio, Didi, l’amica arrogante ed egocentrica e Rita, algida e cinica. Patricia Conti dirige con mano sicura gli sbalzi emotivi del testo. Le tre donne, collocate come in un quadro di Guttuso, spiccano in una scenografia spoglia nelle loro mises piccolo borghesi dai colori contrastanti e vagamente vintage, sulle note di Senza Pietà di Anna Oxa. Una commedia da vedere per riflettere con ironia su un tema ancora inedito e scottante.

M.A.D. – Mamme Adottive Disperate
drammaturgia Tobia Rossi
liberamente ispirato al libro: M.A.D. – Mamme Adottive Disperate
di Mariagrazia La Rosa
con Paola GiacomettiDominique Evoli e Margó Volo
costumi Alessandro Milzoni
scenografia Myriam Mapelli
regia Patricia Conti
produzione Associazione Teatrouvaille

ORARI DI RAPPRESENTAZIONE
giovedì, venerdì, sabato ore 21.00
domenica ore 16.30
lunedì, martedì, mercoledì riposo

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