Dopo il successo del 2003, Moni Ovadia torna al Teatro Nuovo di Milano con “Il Violinista sul tetto” (dal 22 febbraio al 10 marzo), la commedia musicale tratta dal racconto di Sholem Aleichem “Tevye lattivendolo”, successo di Broadway dal 1964 con l’adattamento di Joseph Stein, le liriche di Sheldon Harnick, le musiche ispirate alla tradizionene yiddish di Jerry Bock. Celebri le interpretazioni sulle scene di Zero Mostel e di Topol nel film di Norman Jewison del 1971. La tragicomica vicenda è quella storia di Tevye, lattivendolo nelvillaggio di Anatevka nella Russia zarista dei primi del novecento, alle prese con una moglie autoritaria Golde, i suoi dialoghi con Dio e con i vari dilemmi innescati dalle cinque figlie tutte da maritare.
In scena nei panni del protagonista, torna Moni Ovadia che ne firma anche la regia. Le poche variazioni rispetto alla storica versione del 2003 riguardano soprattutto il cast. Il cantante, attore e polistrumentista siciliano Mario Incudine è il rivoluzionario, pretendente di una delle figlie di Tevye, interpretate da Chiara Seminara, Aurora Cimino, Graziana Lo Brutto. E ancora Giampaolo Romania, Giuseppe rancia, Alberto Malanchino e Sabrina Sproviero.
La versione mantiene i dialoghi in italiano con testi delle canzoni in yiddish (tradotte dall’inglese da Marisa Romano), i costumi ispirati a Chagall di Elisa Savi (che ha anche collaborato alla regia ), le coreografie di Lee Colbert (che interpreta anche Golde, la moglie di Tevye).
“Questo è un musical molto particolare – spiega Moni Ovadia, che ci ha concesso anche una video-intervista – che racconta un mondo speciale e dolcissimo, che è stato cancellato dalla storia”. La scelta dello yiddish senza sopratitoli per le canzoni come la spiega? “La musicalità di una lingua è insostituibile. D’altronde chi capisce veramente l’Inglese in Italia?”.

22feb(feb 22)20:4510mar(mar 10)15:30Il violinista sul tettoTeatro Nuovo