sabato, Dicembre 7, 2019

“Chicago” nell’impeccabile allestimento di BSMT diretto da Marconi

Con la regia di Saverio Marconi, la direzione musicale di Shawna Farrell e le coreografie di Gillian Bruce, Chicago è il secondo titolo andato in scena dal 24 al 26 maggio nel corso della VII edizione di A Summer Musical Festival, organizzato dalla Bernstein School of Musical Theater.
Chicago è il musical americano con il più alto numero di repliche che sia mai stato rappresentato sia a Londra che a Broadway ed è a tutti gli effetti
uno degli show più celebri della storia del musical. Datato 1975, ma tutt’ora in cartellone a New York, è un combinazione perfetta di testi, canzoni e liriche di John Kander et Fred Ebb (autori di Cabaret) e Bob Fosse ed è stato trasposto al cinema da Rob Marshall nel 2002, con Richard Gere, Catherine Zeta-Jones et Renée Zellweger. 
Sul palco del Teatro Duse di Bologna gli allievi del secondo e terzo anno del Corso Accademico della Bernstein School of Musical Theater accompagnati da un’orchestra dal vivo diretta da Maria Galantino, hanno offerto due ore di grande intrattenimento di altissimo livello.
Una storia di omicidio, crimine, sesso sotto la luce scanzonata del vaudeville, una dichiarata combinazione tra Chicago e A Chorus Line (che tra l’altro ha debuttato proprio nel 1975), suggerita da un presentatore (Andrea Meli) che annuncia i numeri musicali, abbinando l’essenzialità della stage version alla ricchezza del film. La bella scenografia minimal di Gabriele Moreschi, gioca a favore dell’orchestra che, isolata dalle enormi sbarre di una prigione, si esibisce come nell’intimità di un localino jazz o appunto di un cabaret. Un musical che regala emozioni forti e contrastanti e in cui la tesi, profondamente attuale, è che l’omicidio può diventare una forma di intrattenimento.
Nella ruggente Chicago anni 1920, Velma Kelly (Alice Luterotti) e Roxie Hart (Elisa Gobbi) sognano infatti di diventare della star di Broadway, ma finiscono in prigione per aver ucciso una la sorella, l’altra il suo amante. Trovano però il modo di beneficiare del talento dello scaltro avvocato Billy Flynn (Matteo Francia), abilissimo ad abbindolare la stampa e manipolare così la giustizia, trasformando le sue clienti da omicide a vittime di un destino tragico. E naturalmente Velma e Roxie, spalleggiate dall’avida secondina Mama Morton (Federica Rini), saranno pronte alle più sconvolgenti bassezze per uscire di prigione, ma soprattutto per raggiungere la fama tanto ambita. L’allestimento della BSMT, nell’adattamento in italiano di Giorgio Calabrese, immerge completamente nelle atmosfere del locale notturno anni ’20, con le sue musiche che spaziano dal blues al ragtime in abbinamento con le impeccabili coreografie di Gillian Bruce, che ha aggiunto anche due numeri di tip tap (straordinario in tal senso l’apporto del giovane Tommaso Parazzoli). Ottime le due protagoniste, Alice Luterotti, una Velma audace Chicago_Velma-Roxiee di grande presenza scenica, ed Elisa Gobbi, biondina finta svamp, molto efficace nei cambi di registro che ne rivelano il lato dark, che brillano sia per talento musicale e sia per l’intenso lavoro sui personaggi. Molto convincente anche la prova di Matteo Francia, un Billy Flynn dalla notevole personalità. Con alcune scene top che strappano l’applauso: il celebre Cell block tango che introduce al mondo delle assassine incarcerate con Velma e Roxie; la cronista Mary Sunshine, che vede tutto sotto una lente rosa e ha la suadente voce operistica di Tiziana Salerno; il Mr. Cellophane di Amos (l’ottimo Pierluigi Cocciolito), l’insulso marito “invisibile” di Roxie, che cerca inutilmente il suo spazio sul palco in un quadro di vaudeville completamente vuoto; la scena in cui Billy Flynn fa parlare Roxie come una marionetta, un perfetto sincronismo tra i protagonisti e l’ensemble, che merita una citazione a parte per la puntuale precisione degli interventi. Del cast tecnico da segnalare anche gli splendidi costumi di Massimo Carlotto e il disegno luci di Emanuele Agliati.

Non si può che concludere con un plauso a BSMT, che ha realizzato una versione di Chicago davvero impeccabile e degna della reputazione dello show, che ci si augura di poter rivedere in scena ancora in futuro.

Chicago_ensemble

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