Mary Poppins - ph Alessandro Pinna
Foto di Alessandro Pinna

Una Mary Poppins decisamente convincente quella del primo allestimento italiano, che ha debuttato ufficialmente lo scorso 22 febbraio al Teatro Nazionale di Milano. Una macchina da musical agguerrita, a dispetto della leggerezza dei temi, che non si è lasciata intimorire dagli illustri precedenti di Broadway e del West End. Mai come in questo caso la forza dello spettacolo poggia sulla straordinaria presenza scenica della protagonista, alla quale il ruolo calza a pennello.
Giulia Fabbri incarna l’ideale disneyano di bellezza, decisione e dolcezza della tata che tutti vorremmo avere. Il suo ingresso in scena catalizza l’attenzione del pubblico, che ben presto si lascia convincere anche dalle sue straordinarie doti canore. Non è da meno l’intero cast: i Mr. and Mrs. Banks di Alessandro Parise e Alice Mistroni (che ha tradotto ottimamente il libretto del musical), lui serioso, lei un po’ timida e stralunata, regalano dei momenti di puro divertimento; così come i battibecchi tra la caustica cuoca Mrs. Brill (Antonella Morea) e Robertson Ay (Roberto Tarsi) dai ritmi simili alla slapstick commedy; bravissimi e spontanei i piccoli Margherita Rebeggiani e Stefano De Luca nei ruoli di Jane e Michael Banks. Davide Sammartano (Bert) anche se dotato di una naturale simpatica e di un’incredibile somiglianza con Dick Van Dycke, risulta ancora un po’ acerbo per il ruolo, soprattutto dal punto di vista canoro, mentre Simona Patitucci (Mrs Corry) è veicolata a una performance leggermente sopra le righe.
Stupisce e convince la scenografia della casa dei Banks, che si eleva nel palcoscenico per mostrare alternativamente la cameretta dei piccoli Banks e la zona giorno. Un delizioso e piccolo mondo antico, che risulta a volte leggermente estraneo al resto delle scene (di Hella Mombrini e Silvia Silvestri) molto minimal e dalle tinte fin troppo delicate. Convince come sempre il lavoro sulle coreografie di Gillian Bruce, il disegno luci di Valeriano Longoni e l’attento lavoro sui testi delle canzoni – davvero insidiose da rendere nella lingua italica – condotto da Franco Travaglio, che ha tradotto le nuove liriche di Georges Stiles e Anthony Drewe. Chiude il cerchio un’eccellente orchestra dal vivo diretta da Andrea Calandrini con la supervisione musicale di Simone Manfredini. La regia di Federico Bellone manca forse di un guizzo di genialità, troppo attenta a seguire la strada indicata dalla Disney, ma, pur mancando nel fasto dei mezzi anglosassoni, è comunque di un livello altissimo. Mary Poppins il Musical sarà scena al Teatro Nazionale di Milano fino al 13 maggio.