Serial Killer per signora

Tutto nasce da un colpo di fulmine di Gianluca Guidi per un cd scovato in un negozio di Londra. E’ la colonna sonora di  No Way To Treat a Lady, un musical scritto da Douglas J. Cohen, basato su una black comedy degli anni sessanta con George Segal, Lee Remick e Rod Steiger, a sua volta tratta da un racconto da un racconto di William Goldman. Da perfetta  creatura dell’Off Broadway, il musical ha dalla sua un’atipicità vincente, in cui si fondono magicamente musica, thriller e tempi comici perfetti. Nel 2001 Guidi ne dirige la versione italiana, Serial Killer Per Signora, da lui stesso tradotta e adattata con Gianni Fenzi, interpretata da Massimiliano Giovanetti, Christian Ginepro, Crescenza Guarnieri e Cristina Ginevri. E’ la sua prima regia ed è subito un successo. A diversi anni di distanza, Guidi lo ripropone in un allestimento – prodotto da Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro e in questi giorni in scena al Teatro Manzoni di Milano – di cui è anche co-protagonista insieme a Giampiero Ingrassia. Guidi interpreta Kit Gill, un attore disoccupato, segnato a vita da una madre appena scomparsa, una grande diva delle scene di Broadway assai poco incline alle dimostrazioni d’affetto nei confronti del figlio. Non potendone eguagliare la fama, Kit decide di esprimere la sua vena artistica in un modo piuttosto singolare: diventa un serial killer “specializzato” in vittime femminili. Crimini confezionati in modo impeccabile e con un’inconfondibile firma narcisistica. Il fine è quello di avere l’agognata prima pagina del New York Times. Per avere il massimo dell’attenzione, Kit decide di contattare direttamente la polizia di New York e, nello specifico, Morris Bromo (Giampiero Ingrassia), un anonimo detective non più giovanissimo, succube di una madre possessiva. Si innesca così un divertente meccanismo per cui ognuno dei due personaggi ha bisogno dell’altro. Kit dipende da Morris per amplificare i suoi crimini; Morris usa i delitti di Kit per poter emergere nel suo lavoro. Il tutto complicato dalla love story di Morris con una sofisticata ragazza del jet-set newyorkese, dalle intromissioni di Flora, la madre impicciona di Morris e dalla cascata di delitti che Kit porta avanti con sempre maggiore ispirazione e convinzione. In un crescendo di brani musicali piacevolmente orecchiabili (come nel 2001, le traduzioni delle liriche sono ancora del compianto Giorgio Calabrese, così come la direzione musicale è di Riccardo Biseo) suspense e comicità. E in Serial Killer Per Signora si ride e molto. Si ride del contrasto sfacciato tra crimini efferati e la musicalità spensierata di certi brani, della caratterizzazione dei personaggi che danno vita a delle gag esilaranti. Ottimo il cast. Guidi e Ingrassia, grazie anche a un affiatamento ormai storico, si confermano mattatori della scena e danno una prova di gran livello sotto tutti i punti di vista. Sorprendente e divertentissima Alice Mistroni chiamata a interpretare ben cinque ruoli (le due madri e le tre vittime). Da notare infine che, al posto della scatola barocca variopinta e vagamente claustrofobica del primo allestimento del 2001, Annamaria Morelli ha concepito una scenografia più minimalista e introspettiva, con suggestivi rimandi alla psicoanalisi, ricreati grazie contributi video Giacomo Di Niro e Alfredo Betrò.

Al Teatro Manzoni di Milano fino al 9 aprile

Le foto sono di Igino Ceremigna