Odio gli indifferenti: Cavalli e De Magistris al Teatro della Cooperativa

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Dal 12 al 21 gennaio  torna al Teatro della Cooperativa con il suo nuovo spettacolo Giulio Cavalli insieme a Luigi De Magistris in Odio gli indifferenti-Che Paese saremmo se si rispettasse la Costituzione  in prima nazionale, regia di Giulio Cavalli e Renato Sarti.

25 aprile 2037: un decreto legislativo obbliga tutti i cittadini, i partiti, le associazioni a rispettare la Costituzione. Che Italia sarebbe quella in cui la politica si ripromettesse di applicare la legge? Una giullarata che ripercorre i passaggi di cronaca del tradimento della nostra Costituzione. Come sarebbe un Paese fondato sulla rendita se domattina dovesse svegliarsi fondata davvero sul lavoro? Cosa accadrebbe se i cittadini dovessero rendersi conto che la sovranità appartiene al popolo e non vale fare di tutto per esserne chiamato a risponderne?

Oppure, che Italia sarebbe quella in cui domattina diventino davvero “inderogabili” i “doveri di solidarietà politica, economica e sociale”? Immaginate quanti fuorilegge se l’articolo 2 della Costituzione entrasse in vigore senza eccezioni. Immaginate quanti professionisti della politica e del dibattito pubblico sarebbero semplicemente derubricati come avvelenatori della Costituzione.

Nell’Italia che saremmo se si rispettasse la Costituzione i poveri, gli immigrati (soprattutto dalla pelle scura), i diversamente abili e gli sconfitti improvvisamente si sveglierebbero con una dignità che non avrebbero mai potuto nemmeno sognare. Le città vivrebbero un carnevalesco rovesciamento dei ruoli e pezzi della classe dirigente verrebbero additati come traditori della Costituzione, costretti a riparare nello studio di una Carta che non hanno studiato abbastanza per essere cittadini costituzionalmente abili.

L’Italia descritta nella Costituzione sarebbe in tilt per gli equilibri che si sono consolidati fin qui. Lo spettacolo ripercorre i principali articoli smentiti dalla realtà, intervallando lo stupore dei giullari a passaggi di cronaca fondamentali nella storia del tradimento della Costituzione di questo Paese.

In base alle disponibilità e alle esigenze, in ogni messa in scena – valutando i fatti di cronaca e gli eventuali ospiti esterni – si porrà il focus su un particolare tema. Così lo spettacolo teatrale, oltre che giullarata politica e approfondimento costituzionale, diventa anche un teatro-giornale che analizza la contemporaneità.

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