A 150 anni dalla nascita di Pirandello, Alchemico Tre affronta l’autore e il suo teatro confrontandosi con La ragione degli altri in una riscrittura ad opera di Michele Di Giacomo e Riccardo Spagnulo, che debutta in prima nazionale il 26 febbraio al Teatro Filodrammatici (fino al 3 marzo). Lo spettacolo prende le mosse dall’originale di Pirandello del 1895 e da una regia di Massimo Castri del 1983. 
La vicenda pirandelliana, dell’intricata tresca tra amante moglie e marito, è ridotta a tre personaggi e gioca con il teatro-nel teatro. “Per mettere oggi in scena Pirandello – spiega Michele di Giacomo – si deve in qualche modo tradirlo. Ho deciso di farlo tramite un’attualizzazione della lingua e scenica, cercando però di mantenere il cuore del teatro di Pirandello per temi e intrecci”. La storia va diretta al cuore della vicenda: il rapporto a tre. “I personaggi – prosegue Di Giacomo – perdono i nomi propri e diventano Marito, Moglie, Amante etichette di funzioni sociali legate al ruolo famigliare, maschere moderne in cui si sentono costretti ma al tempo stesso appagati. I tre arrivano sul palco come i “Sei Personaggi”, quasi costretti a ricreare la loro storia, cercando di nascondere un segreto che li lega come tre anelli di una stessa catena”. 

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