“Perfetti sconosciuti”: un cult del cinema arriva in teatro

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Vero e proprio titolo cult della cinematografia nostrana, Perfetti sconosciuti (2016) diretto da Paolo Genovese, è il film italiano che vanta più remake al mondo (ben venticinque). L’adattamento teatrale, firmato dallo stesso Genovese al suo debutto in teatro, arriva al Teatro Manzoni di Milano dal 12 al 24 marzo. Protagonisti sono Dino Abbrescia, Emmanuele Aita, Alice Bertini, Marco Bonini, Paolo Calabresi, Anna Ferzetti e Astrid Meloni.

Una brillante commedia sull’amicizia, sull’amore e sul tradimento, che porterà quattro coppie di amici a confrontarsi e a scoprire di essere “perfetti sconosciuti”. Ognuno di ha tre vite: una pubblica, una privata ed una segreta, protetta non più nella memoria, ma nella sim del cellulare. Cosa succederebbe se quella minuscola schedina si mettesse a parlare? Durante una cena, il gruppo di amici decide di fare un gioco della verità mettendo i propri cellulari sul tavolo, condividendo tra loro messaggi e telefonate. Metteranno così a conoscenza l’un l’altro i propri segreti più profondi.

“Rispetto al film – spiega Dino Abbresciail teatro ha restituito il testo in una veste inspiegabilmente comica. E’ la magia del teatro per la quale la gente ride in maniera esagerata e commenta continuamente al punto da non avere mai silenzio in sala”. Abbrescia nello spettacolo interpreta Lele marito di Carlotta (Anna Ferzetti). Una coppia in forte crisi matrimoniale ma “profondamente buona nonostante tutto” – precisa la Ferzetti. Emanuele Aita è Peppe, “l’anima buona del gruppo, con una verità nascosta. E’ il primo ad accettare il gioco al massacro proposto da Eva (Astrid Meloni), perché vuole far emergere la sua verità, ritrovandosi poi estraneo tra amici che conosce da trent’anni”.
Nello spettacolo teatrale – spiega Paolo Calabresi (che interpreta Rocco, il ruolo di Marco Giallini nel film) è vero si ride molto di più, ma sul finale la risata diventa più amara. Il pubblico capisce che la crisi delle coppie non è solo una caduta su una buccia di banana, ma che su questa buccia di banana potevano cadere anche loro. Molta della nostra vita è chiusa in un hard disk esterno e questo mette ansia“. Marco Bonini è Cosimo, il cattivo della situazione, che però diversamente dal film, ha scelto di interpretare “uscendo di scena consapevole della gravità di quello che ha fatto“.

Da notare l’impostazione naturalistica e quasi cinematografica dello spettacolo, come anticipa Calabresi: “Durante lo spettacolo mangiamo sul serio e i messaggi sono resi con ll vivavoce”.

Nel video l’intervista che il cast ha rilasciato a Top Hat durante la conferenza di presentazione al Teatro Manzoni

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