Con la mostra personale di Chiara Sorgato, prende vita il progetto Quintoquarto, nell’ex macello di Trezzano sul Naviglio, con l’obiettivo di dare nuova vita alle celle frigorifere in disuso.

Apre al pubblico, da venerdì 29 settembre a domenica 22 ottobre 2023, la mostra Cadavre exquis dell’artista Chiara Sorgato (Padova, 1985), allestita all’interno della monumentale cella frigorifera dell’ex macello di Trezzano sul Naviglio, convertita in un contenitore di ricerca contemporanea.

La mostra rappresenta l’appuntamento inaugurale di Quintoquarto, progetto realizzato da Luca Zuccala nato da un’idea di Sofia Alberti, con l’obiettivo di dare nuova vita alle celle frigorifere abbandonate, trasformandole in hub culturali e spazi espositivi per l’arte contemporanea.

Il progetto espositivo Cadavre exquis verte su uno dei temi chiave che connotano lo spazio di un ex macello: la stretta relazione fra la vita e la morte, il loro ciclico essere e divenire. Da qui il titolo della mostra, che vuole affrontare la tematica in maniera complessa e profonda, rivelando al contempo una colta ironia: Cadavre exquis è infatti un chiaro riferimento al “Cadavere squisito”, celebre gioco di composizione verbale surrealista in voga negli anni Venti del Novecento.

Il percorso espositivo si articola in un’installazione centrale, cuore pulsante della mostra, e in cinque dipinti su carta disposti lateralmente.

L’installazione centrale, suddivisa in cinque grandi pannelli, si presenta come un “cadavere pittorico” che si (de)compone in cinque “pezzi”: un evidente richiamo ai pezzi di carne che fino a pochi anni fa erano conservati nella vecchia cella frigorifera del macello. Il visitatore è invitato ad addentrarsi fra i pannelli, che come quinte sceniche compongono un unico organismo pittorico teatrale.

I cinque pannelli rimandano alle altrettante categorie di elementi naturali: terra, acqua, vegetali, funghi e animali. Il percorso espositivo propone così un viaggio dal microcosmo al macromondo, alla ricerca delle profonde interconnessioni fra gli elementi. Al contempo, ispirandosi al gioco surrealista del cadavre exquis, l’artista ha raffigurato gli elementi come se fossero osservati al microscopio, rendendo alquanto difficile riconoscerli e sottolineando come la materia si rassomigli più di quanto ci aspetteremmo.

Spiega Chiara Sorgato: “Il cuore dell’esposizione è l’installazione centrale. Il mio desiderio è rendere al meglio, sia visivamente sia idealmente, l’interconnessione tra i differenti elementi della natura e il principio di necessità che li connette. Un rapporto di vita e morte, ma pure di sostentamento reciproco. Per questo l’installazione rappresenta una sorta di chimera, articolata non in diverse parti di animali, ma nelle cinque categorie di elementi naturali: terra, acqua, vegetali, funghi e animali. Sottendo dunque non solo l’ovvio rispetto verso il ciclo che conduce da un elemento ad un altro, ma l’impossibilità per tali parti di esistere senza le altre. In un luogo come un macello, d’altro canto, vita e morte necessariamente si intrecciano, io trovo in modo poetico”.

Sorgato assorbe e riflette la memoria del luogo sia scomponendo l’installazione centrale in cinque “pezzi”, come se fosse una carcassa animale, sia compiendo un’accurata scelta dei materiali. L’artista ha infatti impiegato una pellicola geologica fatta di olio, stesa su tre differenti supporti che richiamano i materiali storicamente utilizzati nella cella: alluminio (ferro), plexiglass (plastica), cartone (carta). Inoltre, le trasparenze e i giochi dei riflessi prodotti dal metallo e dal plexiglass integrano perfettamente l’installazione nello spazio circostante e permettono di “assimilare” il fruitore dentro l’installazione.

Ai lati dell’installazione centrale, come appendici o bracci, si diramano cinque dipinti su carta, che richiamano i dettagli-particelle dell’organismo centrale proiettandoli in uno spazio paesaggistico sospeso tra il metafisico e il fitomorfico. La rappresentazione, che si ispira all’iconografia ritrattistica, restituisce la corretta importanza alle cellule e alle molecole, imprescindibili parti di un organismo universale.

Il progetto Quintoquarto

Cadavre exquis è il primo appuntamento espositivo del progetto Quintoquarto, che invita gli artisti – prima fra tutti Chiara Sorgato – a lavorare in osmosi con l’ex macello di Trezzano sul Naviglio in via Boccaccio 19, con l’obiettivo di risaltarne l’identità e portare inedite chiavi di lettura.
Il nome del progetto nasce dalla volontà di legare l’arte a qualcosa che solitamente è considerato uno scarto: in macelleria, il quinto quarto fa riferimento alle frattaglie dell’animale (cuore, polmoni e fegato), i tagli meno nobili che vengono solitamente gettati.

Quintoquarto, pur partendo da Trezzano, intende ampliare l’orizzonte ponendosi una serie di obiettivi concentrici: in primo luogo, dare nuova vita alle celle frigorifere in disuso; in secondo luogo, rendere accessibile l’arte contemporanea a un pubblico il più vasto possibile; Quintoquarto mira anche a coinvolgere la comunità e i giovani lavoratori, utilizzando l’arte per potenziare la consapevolezza del luogo. Il progetto, quindi, non si limita alla sola arte contemporanea ma produce cultura a tutto tondo, offrendo una prospettiva unica sul presente senza tralasciare la storia di cui siamo parte.

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