mercoledì, Settembre 30, 2020

“Falstaff e il suo servo”: Branciaroli e De Francovich tra comicità e tragedia

Dal 19 novembre al 6 dicembre, al Teatro Strehler, va in scena Falstaff e il suo servo, regia di Antonio Calenda, con Franco Branciaroli e Massimo De Francovich.
Creazione originale ispirata ai drammi shakespeariani, lo spettacolo scritto da Nicola Fano e Antonio Calenda , racconta Falstaff non solo quale protagonista de Le allegre comari di Windsor, ma anche per il suo ruolo nelle parti I e II di Enrico IV e nell’Enrico V.
Sono evocate tutte le avventure di quest’uomo che confonde i piaceri con la natura, la furbizia con il caso, mettendolo a confronto con un altro personaggio, un Servo che – come Iago – crede di poter addomesticare la realtà; o, come Puck, pensa di poter «mettere una cintura al mondo».
Il conflitto fra i due (che è poi in senso lato quello tra comicità e drammaticità) richiama anche tante altre coppie celebri del teatro shakespeariano (Lear e il suo Matto, Iago e Roderigo, Antonio e Shylock) e della letteratura teatrale in genere (da Don Giovanni e Sganarello a Vladimiro ed Estragone). Ne viene fuori un catalogo delle beffe (tutto il mondo è burla, dirà il Falstaff di Verdi/Boito) subite dal personaggio fino all’epilogo drammatico: la rottura con l’amico/allievo di sempre, re Enrico, e l’abbandono in solitudine, lontano dalla guerra di Agincourt dove tutti gli altri – non lui – conquisteranno gloria eterna.
Uno spettacolo comico e drammatico insieme: una cavalcata nelle atmosfere shakespeariane, rielaborate per un pubblico di oggi, in grado di cogliere l’eternità del duello tra Caso e Ragione.
“Un personaggio unico, dunque – spiegano Fano e Calenda. E attualissimo: come non pensare, seguendo le sue smanie, alla frenesia dell’uomo iperconnesso che vive contemporaneamente mille vite (vere o virtuali) pur di dimostrare a se stesso che esiste? Ecco, così noi abbiamo immaginato Falstaff: come l’antieroe di tutti i più grandi personaggi di Shakespeare. Se la modernità di Shakespeare è nella rappresentazione del dubbio, dell’imperfezione consapevole dell’individuo (quella di cui Amleto e Iago forniscono due filosofie gemelle ancorché opposte), la sua postmodernità è nel grassone che twitta per essere”.

Foto di Tommaso Le Pera

19nov(nov 19)19:3006dic(dic 6)20:30Falstaff e il suo servoPiccolo Teatro Strehler

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