venerdì, Settembre 25, 2020

NUOVE STORIE HOME EDITION incontri online dal 9 al 30 giugno

Nuove storie 2020 doveva concludersi l’11 giugno, cinque titoli in rassegna, saldamente legati da un tema comune: la cronaca, che nella sua accezione primaria è il semplice racconto degli avvenimenti secondo la successione cronologica, o, in altre parole, la “ricostruzione” della realtà secondo i linguaggi dei mass media.

Quello che è successo in questi mesi a tutti noi e al teatro è, appunto,‘cronaca’ che tutti conosciamo: Nuove storie 2020 non è andata in scena.

Francesco Frongia ha chiesto ad alcuni degli artisti che dovevano partecipare a questa edizione di raccontare in video i loro progetti: l’idea iniziale, le prove, l’interruzione del lavoro, le difficoltà di questi mesi e l’isolamento in quarantena, esperienze che stanno anche trasformando l’approccio degli interpreti agli spettacoli che contiamo di vedere nei prossimi mesi sul palco della sala Bausch.

In questa versione home edition di Nuove storie, online dal 9 giugno sul sito dell’Elfo, vedremo dunque il ‘dietro le quinte’ di due spettacoli e ascolteremo le parole di chi li ha creati. Un’anteprima, parziale ma significativa, del programma che componeva Diritto di cronaca.

Life – racconto di uno spettacolo interrotto è un video di realizzato da Elvio Longato con Emiliano Brioschi, autore e regista dello spettacolo che doveva debuttare all’Elfo dopo una fase di prove al Teatro di Gorizia.

Interpretato dallo stesso regista e da Cinzia Spanò, Life intreccia due storie e due vite, quella di Ulrike Meinhof e di Roberto Peci, che hanno segnato l’immaginario collettivo di un’epoca attraversata da movimenti, sogni, delusioni e infine, enormi violenze. Ulrike Meinhof è tra i fondatori della RAF – Rote Armee Fraktion – gruppo terroristico responsabile dei più eclatanti attacchi allo stato tedesco. Roberto Peci viene sequestrato, imprigionato e condannato a morte dalle Brigate Rosse, per punire il fratello pentito. La sua condanna a morte è la prima, in Italia, a essere ripresa da una telecamera.

Il racconto in video annoda le riflessioni del regista, dell’attrice, degli autori dei video e delle luci con momenti delle prove dai quali emerge tutta la potenza tragica di questi personaggi, reclusi e prigionieri di un destino scelto o imposto.

Life vuole soffermarsi sulla sorte di un uomo e di una donna. Vuole dirci chi erano, cosa volevano e in che modo sono state straziate le loro esistenze. Vuole raccontarci, soprattutto, gli ultimi istanti della loro vita.

Francesco Frongia ha anche incontrato (rigorosamente sul web) Filippo Renda, regista e autore insieme ad Elisa Casseri di Circeo Il massacro. Nella loro conversazione si parla delle scelte drammaturgiche e registiche, nonché del tema, delicatissimo, che è al centro dello spettacolo, esemplificandolo con scene lapidarie dalle prove.

Il 29 settembre 1975 il ventenne di buona famiglia Angelo Izzo, insieme agli amici Andrea Ghira e Gianni Guido, sequestra due coetanee e le sevizia, rendendosi protagonista del famigerato massacro del Circeo: un crimine di violenza brutale, che scuote l’opinione pubblica e scatena una delle prime decise reazioni del movimento femminista. Il caso pone infatti le basi affinché lo stupro si trasformi da reato contro la morale a reato contro la persona. Renda sceglie di non portare in scena i fatti ma di evocarli attraverso un’altra storia: “Circeo ci mostra in modo efficace come i meccanismi della violenza crescano nelle crepe delle tensioni relazionali, si nutrano dei rapporti di forza che tutti noi instauriamo più o meno consapevolmente nella nostra quotidianità, e capovolgano spesso la nostra definizione di vittima. E ci ricorda, soprattutto, come gli ingranaggi del massacro prevedano sempre un complice-spettatore”.

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