giovedì, Ottobre 17, 2019

Ritorno a Reims: la prima regia di Thomas Ostermeier per il Piccolo Teatro

Giovedì 10 ottobre, debutta, in prima assoluta, al Teatro Studio Melato, Ritorno a Reims, prima regia di Thomas Ostermeier per il Piccolo Teatro. Come nella scorsa Stagione con Declan Donnellan, anche questa, 2019/2020, si apre nel nome di un importante regista internazionale, al lavoro con una compagnia interamente italiana. A partire dal saggio del filosofo francese Didier Eribon, Ostermeier realizza un progetto teatrale transnazionale per raccontare i mutamenti della politica e della società nell’Europa occidentale. Lo spettacolo, una nuova produzione del Piccolo Teatro, dopo Milano, dove replica per più di un mese (fino al 16 novembre), sarà a Romaeuropa Festival, che ne è coproduttore, dal 20 al 23 novembre. In scena Sonia Bergamasco, Tommy Kuti, Rosario Lisma.
Thomas Ostermeier va al cuore dell’identità politica e sociale del vecchio continente, con un progetto teatrale di respiro concretamente europeo: allestire lo stesso testo, tratto dall’omonimo saggio che il sociologo francese Didier Eribon ha pubblicato nel 2009, in diversi Paesi europei, riscrivendone ogni volta la drammaturgia, in collaborazione con il teatro e con gli attori coinvolti in ogni singolo progetto.
Tra confessione personale e analisi sociologica, il filosofo racconta il ritorno nella città natale, Reims, l’incontro con la famiglia, con cui non ha rapporti da decenni, da quando ha intrapreso la carriera universitaria a Parigi. Nel confronto con il passato, Eribon si scontra con i lati oscuri della società contemporanea: i brutali meccanismi di esclusione dall’istruzione e dal lavoro messi in atto dalla borghesia, alla quale ora appartiene, progressista per finta ed elitaria nella realtà; una classe operaia che, dimenticata e privata dei diritti, rinnega la militanza comunista per gettarsi tra le braccia della destra populista del Front National.
“Mi ha incuriosito molto approfondire come e perché negli ultimi anni – spiega Ostermeier – si sia potuta sviluppare così rapidamente un’ala populista di estrema destra in tante nazioni europee e nel mondo intero. Rimasi profondamente impressionato dall’analisi suggerita da Eribon, che collega quell’allarmante dilagare al fallimento storico della sinistra tradizionale. Mi piace l’idea di realizzare diverse versioni dell’allestimento in nazioni, lingue e con attori differenti, le cui esperienze personali lo influenzano e lo modificano”.

10ott(ott 10)19:3006nov(nov 6)20:30Ritorno a ReimsPiccolo Teatro Studio Melato

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