martedì, Novembre 19, 2019

“The effect”: amore, psicofarmaci ed effetti collaterali nel dramma di Lucy Prebble diretto da Silvio Peroni

L’amore in tempo di psicofarmaci. Si potrebbe sintetizzare così The effect, dramma a tinte fosche della giovane drammaturga inglese Lucy Prebble. Lo porta in scena al Teatro dei Filodrammatici di Milano (fino al 13 maggio) Silvio Peroni, talento registico nostrano, da sempre incline al ricco panorama teatrale anglo-americano (suoi gli allestimenti di The Cork di Mike Bartlett, The Aliens di Annie Baker e Costellazioni di Nick Payne). Il testo di Lucy Prebble si gioca tutto su un quesito interessante: l’amore è frutto dell’istinto o può essere creato da un condizionamento esterno, come quello indotto dagli psicofarmaci? È quello che si chiedono le due cavie umane Connie (Sara Putignano) e Tristan (Giuseppe Tantillo) ospiti di una clinica in cui si fanno sperimentazioni farmaceutiche su un nuovo antidepressivo. Sotto la supervisione della dottoressa Lorna James (Alessia Giangiuliani) figura inquietante e lei stessa vittima di depressione, i due assumono quantità di farmaco sempre più elevate e in breve tempo si innamorano perdutamente. Vero amore o suggestione emotiva reciproca, dettata da livelli proibitivi di dopamina? Non possono certamente dare una risposta lucida Lorna e James, troppo invischiati in una passione più tossica dei farmaci e a cui non sanno sottrarsi, se non in modo autodistruttivo. La controparte scientifica si divide tra Toby (Alessandro Federico), il direttore dell’esperimento, convinto che il legame tra le due cavie non sia altro che un effetto collaterale e Lorna, che accarezza invece l’idea che non si possa etichettare tutto come una mera questione neuroscientifica. And so what? Nessuna risposta a tante domande che costellano un testo algido e vagamente ipnotico, che risveglia inquietudini dell’anima, forse nascoste nei meandri dell’ipotalamo o, magari, molto più realisticamente come suggerisce la storia, nelle molecole antidepressive di nuova generazione. The effect ha dalla sua un allestimento impeccabile, che trova nell’attenta e precisa regia di Silvio Peroni, la cifra stilistica perfetta. Un grande schermo riflette i tratti distintivi della storia di Connie e Tristan, con tanto di stringhe e numeri degni di un report scientifico, ma, allo stesso tempo, riporta al reale, con alcuni flashback sulla relazione intercorsa tra Lorna e Toby. Molto potenti le interpretazioni, soprattutto di Sara Putignano, che sa dare alla sua Connie una passività dolente in cerca di riscatto. Uno spettacolo in cui il realismo ironico di chiaro stampo anglosassone è la chiave d’accesso a un’inconsueta analisi sulle origini dei sentimenti. Provocando una serie di domande, che, con tutta probabilità, non avranno mai risposta. Leggi l’intervista a Silvio Peroni

 

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