Ray Con tutta quell’acqua a due passi da casa, in scena al Teatro Libero dal 2 al 7 aprile, è il primo dei tre capitoli in cui si sviluppa  Sogno Americano, un progetto che nasce dalla volontà di Francesco Leschiera, Manuel Renga ed Ettore Distasio di raccontare un periodo storico che si riflette ancora oggi sulla società occidentale anche se in maniera diversa, attraverso 3 autori tra i più importanti del novecento. Si inizia con Ray appunto dedicato a Raymond Carver per poi proseguire con Tennessee William e Truman Capote.
Sogno americano è il racconto di una società in bilico, sull’orlo del burrone, caratterizzata da luci e ombre fortissime: ricchezza e povertà, amore e odio, alcol e sobrietà, fantasmi della notte e angeli del giorno.
Ray, scritto da Giulia Lombezzi con la regia di Francesco Leschiera, è una pièce costruita sulla teoria delle omissioni resa dialogo, gesto, respiro, incarnata dagli attori sulla scena. Un uomo e una donna chiusi in un appartamento fanno i conti con sé stessi mentre fuori strombazza l’America degli anni Sessanta e qualcuno, disperato, invoca giustizia.
Sogno Americano vede coinvolti parte degli artisti che lavorano con le singole compagnie, CHRONOS3, Teatro del Simposio e Duchessa Rossa.

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