Va in scena in prima milanese al Teatro Filodrammatici dal 12 al 17 marzo Se non sporca il mio pavimento, testo scritto e diretto da Giuliano Scarpinato che prende dichiaratamente spunto dal delitto di Gloria, Rosboch, l’insegnante del Canavese scomparsa nel gennaio 2016 e ritrovata senza vita un mese dopo. Dietro all’omicidio, per cui fu condannato un ex allievo della donna, si ipotizzò un raggiro da circa 190 mila euro
“E’ una vicenda che mi ha impressionato – spiega Giuliano Scarpinato – per la forza archetipica dei suoi personaggi. Mi sembrò subito che in quella provincia piemontese fatta di supermarket, tubi catodici e fughe nei social, si fosse incarnato, il mito di Eco e Narciso. La ninfa dannata e il giovinetto perduto nella propria immagine riflessa sono scolpiti da Ovidio nelle Metamorfosi, quello che Vittorio Sermonti definisce “il poema dell’adolescenza come esperienza della labilità e vulnerabilità dell’identità, mentre il tuo corpo non fa che cambiare, che cambiare te stesso sotto i tuoi stessi occhi. E tu non sai più chi sei.” Mi piacerebbe raccontare di questo incastro nel limbo dell’adolescenza. Di quella cameretta dove le identità si offuscano, distorcono, tardano a sbocciare; perché a ciascuno di noi capita di farvi ritorno, prima o poi, e di avere di nuovo sedici anni, tanti sogni, e poco talento per la vita”.

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