“Stomp”, energia travolgente senza tempo

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Ci sono spettacoli che non risentono del passare del tempo e gli Stomp ne sono un esempio evidente. Nati a Brighton nel 1991 dalla creatività di Luke Cresswell e Steve McNicholas, gli Stomp sono tornati a Milano – al Teatro Lirico fino al 15 febbraio – offrendo la consueta festa di ritmo e coreografie, una combinazione magica e travolgente di danza, teatro e comicità.
Come è noto, lo show degli Stomp è un crescendo coreografico e acrobatico che utilizza oggetti di uso quotidiano come bidoni, spazzoloni e lavandini, trasformandoli in percussioni. Un’energia inarrestabile, che conquista immediatamente anche chi lo vede per la prima volta, ma continua a appassionare anche i fan della prima ora. La forza degli Stomp risiede infatti nell’assenza di barriere linguistiche: tutto è orchestrato con precisione matematica, ma mantiene la freschezza interpretativa di una slapstick comedy. Gli artisti, nelle vesti di operai che sembrano essere capitati per caso sul palco, si esibiscono come musicisti, attori e veri e propri intrattenitori.
Il pubblico è, come sempre, coinvolto in alcuni frangenti come parte attiva dello spettacolo, contribuendo alla spinta “indie” che caratterizza gli Stomp anche a 35 anni di distanza dal loro debutto. Uno spirito che trova non a caso le sue radici nel debutto al Fringe Festival di Edimburgo del 1991 e che ha portato il gruppo a esibirsi anche alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali di Londra del 2012 e persino in tv a Sesame Street.
Fondamentale è l’apporto scenico, che si espande come una città verticale di oggetti metropolitani utilizzati per creare un’esplosione ritmica. Questo impasto sonoro si eleva a vera propria melodia metropolitana, proiettando il pubblico verso un travolgente gran finale, tra richieste di bis e interazioni scherzose con i membri del cast.
Uno spettacolo da vedere e rivedere, capace di sorprendere e coinvolgere ogni volta, grazie a un’inesauribile energia e creatività.

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