E’ sempre difficile parlare di argomenti soprannaturali senza scivolare nella banale divulgazione o nell’horror fine a se stesso. Ci è riuscito invece molto bene Strega cum laude, uno spettacolo di e con Paola Giacometti e Margò Volo con la regia di Paola Giacometti, andato in scena dal 31 ottobre all’11 novembre allo Spazio Avirex Tertulliano. Prendendo spunto da un avvenimento storico ben preciso, il tristemente noto processo di Triora (1587 -1589) in cui alcune donne vennero accusate di stregoneria e condannate a orrende torture, Strega cum laude si propone come un’esperienza interattiva e coinvolgente. Il Professor Daquamorte (Tony Rucco) introduce letteralmente parte degli spettatori, per l’occasione in veste di studenti dell’Accademia di scienze occulte, ai segreti del Museo etnografico e della stregoneria di Triora. Si mette subito in luce Margotta (Paola Giacometti) discendente di una gloriosa stirpe di streghe dedite alla magia bianca, che entra in contatto con una misteriosa presenza dal passato, una strega di nome Rosina (Margò Volo) che si anima da uno dei quadri del museo. L’incontro con Paola, strega ribelle incredibilmente somigliante a Rosina, la trasporta su due piani temporali: nel  dramma di Rosina, torturata da un terribile persecutore alter ego di Aquamorte e nella perenne e contingente diatriba tra magia nera e magia bianca, in un contrasto tra bene e male, che poi si scoprirà idealmente riunito in una comune visione panteistica, un’energia benefica di cui si nutre la forza interiore delle protagoniste.
In un crescendo narrativo, la storia, che si arricchisce anche di alcune coinvolgenti video proiezioni in bilico tra astrazione e narrazione, avvince e non poco. Merito di tre interpreti davvero molto efficaci e credibili, che riescono a veicolare un testo dai molteplici toni, in cui li dramma si colora a tratti di un umorismo dal gusto gotico ed eccentrico, alla Tim Burton. Notevole il lavoro di ricerca documentaria e storica, che proietta  lo spettatore in un momento storico così drammatico e particolare, ricco di interessanti spunti e riflessioni sul pericolo dell’ignoranza e del pregiudizio in rapporto alla libertà di espressione. 

 

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