Il supermarket scenario de Zombi (Dawn of the dead) di George A. Romero è rimasto nell’immaginario di molti come uno dei momenti più alti della cinematografia horror. Non soltanto per l’insuperabile tensione narrativa ricreata in questo cult datato 1978, ma perché in molti videro in questa inconsueta ambientazione una metafora del consumismo. Proprio come nel film di Romero, ma con una chiave originalissima, grottesca e a tratti esilarante, Gipo Gurrado ha costruito  Supermarket A modern musical tragedy, il suo non-musical – ne ha curato ha curato il libretto, i testi, le musiche, la regia e la drammaturgia con Livia Castiglioni – in scena al Teatro Fontana fino al 27 gennaio.
In un supermarket tipicamente milanese alcuni rappresentanti di varia umanità vagano tra corsie e code in cassa come cadaveri spinti da una primordiale necessità al consumo, condizionati in ordine sparso da fretta, frustrazione e fame, che ne scatenano i peggiori istinti. Nove personaggi si specchiano nelle rispettive e inconsapevoli a-normalità: la coppia quasi scoppiata (Isabella Perego e Roberto Marinelli), lui accomodante fino all’inverosimile, lei passive-aggressive e pronto a tradirlo con il tipico abbordatore da supermercato (Andrea Lietti); la madre coraggio (Federica Bognetti) che si getta nella mischia del supermercato per la soddisfazione alimentare del figlio, progettando un meta-polpettone, in barba alla nuora nazi-vegana; il martire delle “due cose, sia gentile mi faccia passare” (Francesco Errico); il polemico che butta tutto in politica ed è un tuttologo di salute alimentare (Carlo Zerulo); il perdente del numerino che non viene mai chiamato (Andrea Tibaldi); l’attrice (Elena Scalet) in fissa con l’imminente provino; l’imponente cassiera (Cecilia Vecchio), madre-matrigna che è a sua volta risucchiata nel loop temporale dell’aperto 24 ore su 24. Grazie a una drammaturgia accattivante, alle musiche ispirate all’ironia di Gaber e Jannacci e ai movimenti coreografici molto azzeccati e surreali di Maja Delaklo, lo spettacolo decolla sostenuto dagli ottimi interpreti e dalla regia accurata di Gurrado. Si ride davvero molto di questi zombie da supermarket, imprigionati in situazioni e tormentoni in cui tutti si possono riconoscere.
Uno spettacolo che indica una strada per le possibili evoluzioni di un musical nostrano, che deve necessariamente prendere spunto dall’attualità e da una tradizione musicale rivisitata in modo intelligente e curioso.