In linea con i temi legati alla Memoria Storica, il Teatro della Cooperativa apre la stagione dal 13 al 15 ottobre con Il Duce delinquente, un evento speciale in cui Aldo Cazzullo Moni Ovadia leggeranno i testi di Mussolini e delle sue vittime, con musiche e canzoni dell’epoca eseguite dalla musicista Giovanna Famulari

La maggioranza degli italiani pensa che Mussolini fino al 1938 le abbia azzeccate quasi tutte, fino all’errore dell’alleanza con Hitler, delle leggi razziali, della guerra. Dimostreremo che non è così. Prima del 1938, Mussolini aveva provocato la morte di Gobetti, Gramsci, Matteotti, Amendola, dei fratelli Rosselli e di don Minzoni. Aveva fatto morire in manicomio il proprio stesso figlio, e la donna che aveva amato. Aveva preso e mantenuto il potere nel sangue, perseguitando oppositori e omosessuali, imponendo un clima plumbeo e conformista. Aveva chiuso i libici in campo di concentramento, gasato gli abissini, bombardato gli spagnoli. Si era dimostrato uomo narcisista e cattivo. La guerra non è un impazzimento; è lo sbocco naturale del fascismo. E aver mandato i soldati italiani a morire senza equipaggiamento in Russia, nel deserto, in Albania è stato un altro crimine, contro il suo stesso popolo. E ancora devono arrivare gli orrori della guerra civile. E del neofascismo delle bombe sui treni, nelle banche, in piazza.

Una storia a due voci: Aldo Cazzullo racconta, Moni Ovadia legge i testi del Duce e delle sue vittime. Con musiche e canzoni dell’epoca. 

Alla fine capiremo perché dobbiamo vergognarci del fascismo. Ed essere orgogliosi dei resistenti che l’hanno combattuto.

Lo spettacolo ha debuttato a Cervia (Ra) il 9 luglio 2022 per Ravenna Festival.

Da notare proprio in questi l’uscita del libro Quando eravamo i padroni del mondo (Harper Collins) di Aldo Cazzullo e la seconda edizione del programma Una giornata particolare su La7.

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