“The City” di Martin Crimp il nuovo spettacolo di Jacopo Gassman

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Dal 2 al 7 aprile arriva all’Elfo in Sala Shakespeare il nuovo spettacolo diretto da Jacopo Gassman The City di Martin Crimp prodotto da: LAC Lugano Arte e Cultura, Teatro Stabile del Veneto, Teatro dell’Elfo, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, TPE – Teatro Piemonte Europa.

Protagonista del panorama drammaturgico del nostro tempo, autore di testi messi in scena in tutta Europa e tradotti in numerose lingue, Martin Crimp scrisse The City nel 2008; il testo venne allestito al Royal Court Theatre di Londra, sala che da più di mezzo secolo sostiene il lavoro della scrittura drammaturgica. Come ha dichiarato lo stesso Crimp, la scrittura di The City gli è stata suggerita da L’uomo flessibile, libro in cui Richard Sennett racconta le difficoltà della classe media, colpita dal dramma della disoccupazione.  

Ambientato in quello che potrebbe apparire come un normale interno borghese, The City si apre su una vera e propria crisi di coppia di cui sono protagonisti Chris, impiegato di una grande società informatica che ha saputo che la sua ditta si appresta a una ‘riorganizzazione’ del personale, e sua moglie Clair, traduttrice che ha appena avuto un incontro fortuito e ambiguo con un noto scrittore che le ha rivelato di aver subito delle torture. La tensione tra marito e moglie è evidente. Impercettibilmente, quadro dopo quadro, il loro rapporto – come il testo stesso – comincia a mostrare le prime crepe: i confini tra realismo e finzione vengono meno, i personaggi sembrano quasi scomparire nei loro dialoghi. 

Gassmann dirige Lucrezia Guidone (nel ruolo di Clair), Christian La Rosa (Christopher), Olga Rossi (Jenny) e la giovanissima Lea Lucioli (ragazzina) al suo debutto sul palcoscenico.

“Influenzato da Beckett, Pinter e Mamet, il teatro di Crimp – ha dichiarato Jacopo Gassmann – è caratterizzato da un’inquietudine e una crudeltà di fondo, spesso stemperate da una vena grottesca e surreale. […] The City ci parla di un mondo dove si può essere licenziati di punto in bianco e in cui le guerre, apparentemente lontane, possono irrompere improvvisamente tra noi, dentro di noi, come degli incubi in pieno giorno.”

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