Va in scena al Teatro Libero dal 31 maggio al 5 giugno al “Il Preferito”, nuovo testo di Dario Merlini con Daniele Crasti e Dario Sansalone.

Due fratelli. Un odio antico. Irrazionale. Uno l’opposto dell’altro e allo stesso tempo uno lo specchio dell’altro. Si combattono, si invidiano, si feriscono a vicenda da tutta una vita, rubandosi a turno ciò che hanno di più caro. Saranno costretti ad allearsi per salvare la cosa più importante: il buon nome della Famiglia, non importa a prezzo di quali menzogne e quali crimini. Perché è solo sulla Famiglia che puoi contare per sopravvivere in un mondo cinico e corrotto. Faranno i conti con il loro passato e si strapperanno le reciproche maschere nell’ ultimo, disperato tentativo di conquistarsi l’amore di una donna e il favore di un padre anziano, agonizzante in un letto d’ospedale carico di segreti vergognosi. Come il paese in cui vivono.

Nonostante le apparenze, – spiega Dario Merlini, regista – con “Il Preferito” ho cercato di raccontare più che una storia familiare, il presente del nostro paese. L’Italia, pur mai direttamente nominata nel testo, è per me molto simile a quel padre gentile ma corrotto, ormai in fin di vita eppure incapace di andarsene e di lasciar crescere i propri figli. L’Italia del “Preferito” è l’Italia che vedo intorno a me: l’Italia clientelare e segreta, l’Italia della crisi economica e della disoccupazione, della politica come immagine e prodotto mediatico, l’Italia della corruzione serpeggiante che soffoca sul nascere ogni tentativo di cambiamento, l’Italia vecchia, che continua a invecchiare e deteriorarsi, l’Italia di chi resta e soccombe e di chi è costretto ad andarsene per realizzarsi, l’Italia dei diritti civili arretrati e negati alle minoranze etniche e sessali. L’Italia dove, ancora, il buon nome e le apparenze contano più dei fatti e dove l’unica istituzione che continua a funzionare è La Famiglia, nel bene e nel male. La Famiglia è l’unico appiglio per i giovani che non hanno più lavoro né risparmi, la Famiglia è a volte l’unico modo per raggiungere una posizione o per ottenere un posto di lavoro. La Famiglia impera sulla scena politica, La Famiglia, intesa anche solo come clan, è alla base dei casi di corruzione e delle organizzazioni criminali nostrane. La Famiglia è, allo stesso tempo, la nostra ancora di salvezza e l’ancora che ci trascina sul fondo del Mediterraneo, o che perlomeno ci impedisce di salpare. L’Italia è un paese dove siamo “figli di…”, prima che singoli individui, è un padre (o forse una madre) morente, che da “figli” continua a trattarci, impedendoci di crescere e di emanciparci.

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