Vinicio Marchioni dirige e interpreta – con Francesco Montanari – Uno Zio Vanja nell’adattamento di Letizia Russo in scena al Teatro Franco Parenti dall’8 al 17 marzo.
In assoluto rispetto delle dinamiche tra i personaggi e dei dialoghi del testo classico, lo spettacolo fa perno su precise note di contemporaneità della scrittura cecoviana per esaltarne la straordinaria attualità creativa.
Una tragicommedia delle occasioni mancate che prende vita in un teatro di provincia, ereditato dai protagonisti, che si trova in uno dei luoghi fortemente colpiti da un terremoto. In questo ambiente devastato dalle macerie i nostri personaggi tirano avanti come meglio possono. Non hanno più speranze, non hanno più illusioni, sono stanchi persino di desiderare e trascorrono il loro tempo rammaricandosi dei giorni passati e contemplando i loro fallimenti.
“I temi universali della famiglia, dell’arte, dell’amore, dell’ambizione e del fallimento – spiega Marchioni – inseriti in una proprietà ereditata dai protagonisti della vicenda di Zio Vanja, sono il centro della messa in scena.
Questo gruppo di persone, accomunato da legami di parentela o dal semplice caso, parla molto e fa molto poco per sfuggire a una condizione di cui è insoddisfatto. Sono ingabbiati nell’inanità. A forza di pensare hanno finito per rinunciare ad agire, come Astrov, ocome Zio Vanja, tentano di reagire ma falliscono mettendosi in ridicolo.
Questa riedizione di Zio Vanja ha l’obbiettivo di riavvicinare il vasto pubblico alla storia del teatro, dimostrandone l’attualità dei valori in un allestimento attento ai nuovi linguaggi della regia del teatro contemporaneo.

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